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  • Lago di Pilato. Ph: Luca Marcantonelli
  • Montefalcone Appennino e il Monte Vettore. Ph: Nicola Pezzotta
  • Castelluccio di Norcia. Ph: Luca Marcantonelli
  • Penelope ed Ulisse. Ph: Lucia Paciaroni
  • Montefortino e il Monte Priora. Ph: Nicola Pezzotta
  • Lago di Fiastra. Ph: Nicola Pezzotta
  • Palazzo Buonaccorsi, Macerata. Ph: Lucia Paciaroni
  • Porto Sant'Elpidio. Ph: Nicola Pezzotta
  • Tolentino. Ph: Luca Marcantonelli
  • Monte Canfaito. Ph: Luca Marcantonelli
  • Castelluccio di Norcia. Ph: Lucia Paciaroni
  • Complesso Monte Vettore - Cima del Redentore. Ph: Lucia Paciaroni

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Montefortino: il museo che non ti aspetti

Il museo che non ti aspetti: Fortunato Duranti e la Pinacoteca Civica di Montefortino

Nel suggestivo e labirintico Montefortino, un piccolo paese in Provincia di Fermo quasi vegliato dalla catena montuosa dei Sibillini, si scopre in Largo Duranti il nobile Palazzo Leopardi edificato nel corso del XVI secolo e dal 1997 sede di un Polo Museale.

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Montefortino, Palazzo Leopardi, Portone di ingresso, XVI secolo. | Autore: Fabiola Cogliandro

Il suo interno ospita infatti tre differenti raccolte: il Museo Faunistico di Ignazio Brunori Rossi, la Pinacoteca Civica “Fortunato Duranti” e il Museo Diocesano di Arte Sacra. A calamitare il nostro interesse è in particolare la Pinacoteca Civica ordinata nel secondo piano, in quello che un tempo costituiva il piano nobile del palazzo di cui si conserva, nelle nove sale espositive, la ricca decorazione sette-ottocentesca. La Pinacoteca deve la sua formazione all’artista, collezionista e antiquario Fortunato Duranti (1787-1863), il quale, a partire dal 1842, donò la sua collezione di dipinti, sculture, disegni e stampe al Comune di Montefortino e alle chiese del territorio. Le dispersioni verificatesi nel corso del Novecento hanno però drasticamente ridotto la raccolta, dimezzandone l’entità, ed oggi si conservano nella Pinacoteca Civica 177 (un’ulteriore scultura della collezione Duranti è inspiegabilmente conservata nel Museo di Arte Sacra ubicato al terzo piano) delle originarie 350 opere di cui abbiamo testimonianza negli inventari ottocenteschi e nelle carte delle donazioni effettuate dall’artista. Si tratta certamente di un insieme notevole per un paese come Montefortino che può fregiarsi in tal modo di una raccolta di assoluto prestigio con dipinti e sculture dal XIV al XIX secolo. Il museo conserva inoltre un corpus grafico dell’artista di circa cento disegni esposti a rotazione nelle vetrine del salone centrale.

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Montefortino, Palazzo Leopardi, Pinacoteca Civica “Fortunato Duranti”, Salone centrale. | Fonte: internet

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Lake Pilato between history and legend/1

"The chain of the Sibillini Mountains is wrapped around a halo of mistery. Here we breathe a surreal and enchanted atmosphere. Pizzo del Diavolo (Peak of the Devil) and Gola dell'Infernaccio (Throat of the Hell) are names that clearly convey demoniacal and infernal images, as a prelude to scary and horrendous encounters; but even Cima del Redentore (Peak of the Redeemer), Scoglio del Miracolo (Rock of the Miracle) and Valle dei Tre Santi (Valley of the Three Saints), mystical and spiritual references, proof of the pious and respectful popular devotion; and then Monte Sibilla (Mount Sibyl), Grotta delle Fate (Cave of the Fairies), Fonte del Guerin Meschino (Source of the Parentless Guerin), all mythical and fairy places. This is the land where the opposites meet, a land of wizards, fairies and necromancers. This is a land of mysterious characters, a land where tale and legend run after each other, twisting togheter with reality, until they blur with the same thin boundary line between fantasy and truth."

 This is the context where we find the Lake Pilato: set Park of Sibillini Mountains this is the only natural lake of the Marche region and certainly it's one of the last remaining lakes of glacial origin in the Appennino. His altitude is 1949 metres above sea level and it's set in a bowl, a glacial circle with morainic deposits, which are a manifest proof of the glaciers that were here during the Quaternary era. Surrounded by the highest peaks of Sibillini Mountains (Monte Vettore - 2476 m, Punta di Prato Pulito - 2373 m, Cima del Lago - 2422 m, Cima del Redentore - 2448 m, Pizzo del Diavolo - 2410 m) during the season of its top capacity his length is about 500 m, his depth is 15-20 m and its width, in the middle part, is 125-150 m.

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 Lago di Pilato. Ph: Nicola Pezzotta

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Nel regno del vento: il versante Nord del Monte Sibilla

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La lunga salita verso il Monte Zampa/1 | © Nicola Pezzotta 2012. All rights reserved.

Ore 7.30 a Valleria e il termometro segna 7°C. Inizia a fare un po' freddino in montagna. La bella stagione, oramai, è un ricordo e questo non può che dispiacermi. Amo l'estate, lo ribadisco sempre, e questa temperatura, oggi, so che mi farà soffrire.
Partiamo decisi. Non potrebbe essere altrimenti, perché sappiamo ciò che ci aspetta e se non fossimo decisi, dopo neanche 100 metri ritorneremmo alle nostre macchine. Dopo neanche 5 minuti dalla partenza inizia la lunga, interminabile salita, tutta fuori sentiero, che da Valleria va al Monte Zampa, passando per la Cengia del Cinghiale. Durante la salita il vento ci spazza in modo incostante, ma potente. Le folate, fortunatamente, per buona parte l'abbiamo alle spalle e questo ci aiuta nella salita. Gli alberi, aggrappati a questi pendii scoscesi, ondeggiano paurosamente, nonostante le loro moli.

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Vittore Crivelli, maestro del Rinascimento nell'Appennino

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Sant'Elpidio che regge nella sua mano sinistra il Castello omonimo. Particolare del Polittico - Vittore Crivelli. Pinacoteca Civica, Sant'Elpidio a Mare. | © Nicola Pezzotta 2012. All rights reserved.

Vittore, fratello del più famoso Carlo, nasce a Venezia intorno al 1440 e arriva nelle Marche intorno al 1480 scegliendo come propria dimora la città di Fermo tanto da aprire una vera e propria “bottega” in cui prepara opere per committenti importanti ed ordini religiosi che poi spedisce in tutto il territorio circostante, da Sant’Elpidio a Mare a Torre di Palme fino a Ripatransone e da San Severino a Monte San Martino. Nel 1501 riceve l’incarico di dipingere un polittico per la Chiesa di S. Francesco di Osimo che non riesce a portare termine a causa della morte.

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Torre Matteucci alle Paludi: una torre da salvare

Su una delle ultime colline prima del mare, c'è una torre da salvare. L'ultima fortificazione rimasta di questo genere. Senza di essa, il paesaggio non sarebbe più lo stesso.

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Torre Matteucci alle Paludi | © Nicola Pezzotta 2010. All rights reserved.

Ci troviamo nella provincia e nel comune di Fermo. Siamo alla fine della località detta Bore di Tenna. Scendendo da questa collina ci troviamo, dopo neanche cinquecento metri, nella frazione di San Marco alle Paludi, con la sua splendida chiesa dell'XI secolo.

Il profilo della torre che si staglia sulla sommità di questa collina è inconfondibile. Anche se non si hanno molte notizie sulla sua storia, negli antichi documenti qualcosa è stato trovato.

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Sulle orme di Lorenzo Lotto nelle Marche

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Particolare del Polittico di Recanati, Pinacoteca Civica di Recanati, Recanati - Lorenzo Lotto, 1508 - fonte: internet

Lorenzo Lotto nasce a Venezia, ma è con le Marche che instaura un legame indissolubile che, nel tempo, gli permette di mettere a punto molti dei suoi migliori capolavori. Un artista tanto tormentato quanto illustre che è diventato poi uno dei maggiori esponenti della pittura Rinascimentale in generale e delle Marche in particolare.

 La sua arte è espressione di una pittura del Cinquecento che riflette le inquietudini dell’animo umano identificandolo come un “artista tormentato e profondo conoscitore delle ansie e dei sentimenti dell’uomo”; questo anche per la sua continua ricerca di una stabilità affettiva in realtà mai raggiunta. Il pittore soffre per  tutta la vita anche per quel senso di abbandono causato dalla sua città natale  e mai colmato; i suoi viaggi nelle Marche sono delle parentesi, dei distacchi temporanei a cui segue il ritorno a Venezia, ma purtroppo ogni volta si rinnova in lui la delusione per la mancanza dei riconoscimenti dovuti e le aspettative disattese. E’ per questo motivo che nel 1552, solo e povero, si trasferisce nella città di Loreto dove decide di farsi “oblato”, una sorta di monaco laico al servizio della Santa Sede.

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Il lago "insanguinato" e la Battaglia del Pian Perduto/2

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Lo "Stagno Rosso" | © Giorgio Materozzi

Rosso. Il colore dell'acqua era proprio così, come se il lago fosse stato riempito completamente di sangue. Qui, il 20 Luglio 1522 avvenne una cruenta Battaglia (per maggiori dettagli su questo scontro leggi il post precedente ”Il lago “insanguinato” e la Battaglia di Pian Perduto/1“) conosciuta, successivamente, col nome di Battaglia del Pian Perduto. Ma di tempo ne è passato da allora. Siamo nell'estate del 1995 quando un laghetto presente sul Pian Perduto, al confine tra Marche e Umbria, si tinge interamente di rosso. Così, apparentemente dal nulla, in circa un mese.

Questa pozza d'acqua non ha nome nella carta topografica ed è stata ridefinito, dal 1995, proprio “Stagno Rosso” per lo strano fenomeno notato.

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