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Salve!

Vieni alla scoperta delle terre che amiamo

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  • Porto Sant'Elpidio. Ph: Nicola Pezzotta
  • Montefalcone Appennino e il Monte Vettore. Ph: Nicola Pezzotta
  • Complesso Monte Vettore - Cima del Redentore. Ph: Lucia Paciaroni
  • Lago di Fiastra. Ph: Nicola Pezzotta
  • Castelluccio di Norcia. Ph: Lucia Paciaroni
  • Lago di Pilato. Ph: Luca Marcantonelli
  • Palazzo Buonaccorsi, Macerata. Ph: Lucia Paciaroni
  • Penelope ed Ulisse. Ph: Lucia Paciaroni
  • Monte Canfaito. Ph: Luca Marcantonelli
  • Montefortino e il Monte Priora. Ph: Nicola Pezzotta
  • Tolentino. Ph: Luca Marcantonelli
  • Castelluccio di Norcia. Ph: Luca Marcantonelli

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Come forse molti lettori avranno già capito sono marchigiano e adoro la mia terra. Da qualche anno a questa parte ho in mente di fare un viaggio "alternativo" che mi permetta di godere a pieno dei luoghi visitati, non solo delle Marche, ma anche di altre regioni. Proprio per questo motivo ho deciso di percorrere la nostra cara Italia in bicicletta da Ovest ad Est toccando, di volta in volta, luoghi, secondo me, significativi. Il viaggio partirà dalla costa Adriatica (Porto Sant'Elpidio) e terminerà con l'arrivo al mar Tirreno.

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La Natura da, la Natura toglie

Set10 

La Natura dà, la Natura toglie - Porto Sant'Elpidio | © Nicola Pezzotta 2010. All rights reserved

Inizio Settembre. Ci troviamo sulla spiaggia nord di Porto Sant’Elpidio, nei pressi della foce del fiume Chienti. Qui la spiaggia ancora non possiede i caratteri propri dell’immaginario collettivo. Gli chalet, gli ombrelloni e i lettini sono più a sud. In questo luogo la natura cerca ancora di prendere il sopravvento. Lo vediamo anche da questa foto: gli arbusti che nascono sulla sabbia sono cose impensabili ai giorni nostri.

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Un messaggio dal passato: Santa Maria della Piazza

Eccomi qua. Dopo più di un mese torno a scrivere qualcosa sul nostro sito. Nel frattempo, però, mi sono anche laureato. Ma questa è un altra storia! ;)
In questo post vi vorrei parlare, invece, di una delle chiese che più mi affascinano tra quelle presenti nella città di Ancona: Santa Maria della Piazza. Mi concentrerò in particolare sul portale, e sul significato dei suoi simboli. Anche la sua storia è molto interessante, ma spero di poterne parlare in un altro articolo.

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Santa Maria della Piazza, Ancona | © Nicola Pezzotta 2010. All rights reserved.

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Il Lago di Pilato tra storia e leggenda/2

Dopo aver parlato, nell'articolo "Il Lago di Pilato tra storia e leggenda/1", della storia naturale del Lago di Pilato e dei suoi "abitanti" entriamo nelle leggende di questo luogo e nella sua storia mistica fatta di diavoli e negromanti. 

 

La fama del Lago di Pilato inizia a crescere nel 1200. In questi anni molti stregoni si recano qui per consacrare i loro libri al demonio, anche se il lago non è ancora conosciuto come Lago di Pilato. In alcune mappe dell'epoca, infatti, si parla di Lago di Norcia (o addirittura Lago d'Averno, come l'omonimo lago in Campania). La leggenda del corpo di Pilato sembra ancora non essere nata nel XIII secolo. Il documento più antico riguardante il Lago di Pilato è questo:

"Egli [un certo prelato sommamente degno di fede, n.d.a.] diceva infatti che tra i monti vicinissimi a questa città [Norcia, n.d.a.] c'è un lago dichiarato da antichi demoni loro proprietà ed abitato da essi sensibilmente; nessuno oggi, all'infuori dei negromanti, si può avvicinare ad esso senza essere rapito dai demoni. Perciò attorno ai bordi del lago sono stati costruiti dei muri che sono conservati da custodi affinché ai negromanti non sia permesso avvicinarsi lì per consacrare i loro libri ai demoni. Perciò cotesto è ivi sommamente terribile perché ogni anno quella città invia ai demoni come tributo un uomo nell'ambito delle mura vicino al lago, i quali demoni subito subito visibilmente lacerano e divorano quell'uomo poiché (come dicono) se la città non lo facesse, la patria perirebbe per gli uragani. Pertanto la città ogni anno sceglie un qualche criminale e lo invia come tributo ai demoni."
da "Reductorium Morale" di Pietro Bersuire - sec. XIV

Si capisce, quindi, come già il lago fosse molto conosciuto nel 1300; tanto conosciuto da costringere gli abitanti di Norcia a realizzare dei muri per impedire questo continuo viavai di stregoni. Flavio Biondo nella sua Italia Illustrata dei primi anni del 1400 aggiunge un altro tassello:

"[...] e poco sopra [alla grotta chiamata comunemente della Sibilla, n.d.a.] c'è quel lago nell'Appennino nel territorio di Norcia che raccontano con vana menzogna essere pieno di demoni, in luogo dei pesci. Tuttavia quella fama dei due luoghi [la grotta della Sibilla e il Lago, oggi di Pilato, n.d.a.] nei secoli precedenti sedusse molti e parecchi che si dilettavano di negromanzia o erano abili di conoscere cose mirabili per salire su questi ardui monti con grande ed inutile fatica."
da "Italia Illustrata" di Flavio Biondo - sec. XV

 

In questo documento, oltre a veder rafforzare la tesi della negromanzia, si parla di demoni all'interno del lago in luogo dei pesci. Questi "demoni" sono i minuscoli crostacei, unici al mondo, detti Chirocefali del Marchesoni, dal nome del suo scopritore (ne parlo nel post "Il lago di Pilato: tra storia e leggenda/1"). La fama di questo luogo aumenta a dismisura e proprio durante il XV secolo si iniziano a trovare i primi riferimenti al Lago di Pilato. Storicamente, prima del Lago di Pilato si parlò del Monte di Pilato (Monte Vettore). In quel periodo la leggenda sulla morte del preconosole romano in Giudea erano diffuse in tutta Europa. C'è un Lago di Pilato anche vicino Lucerna in Svizzera. Prima di parlare della leggenda più conosciuta, vorrei soffermarmi ancora sul rito di cosacrazione dei libri al demonio. Fra Bernardino Bonavoglia è illuminante su questo tema:

"A questo luogo vengono uomini diabolici da luoghi vicini e lontani e costruiscono qui altari con tre cerchi e ponendosi con un'offerta nel terzo cerchio chiamano il demonio col nome che vogliono leggendo un libro da consacrare al diavolo. Questi venendo con grande fragore e grida dice: - Perché mi cerchi? - Risponde: - Voglio consacrare questo libro, cioè voglio che tu sia tenuto a fare tutto quello che è scritto in esso ogni qual volta ti invocherò e per il tuo lavoro ti darò la mia anima. - E così, firmato il patto, il diavolo prende il libro e segna in esso alcuni caratteri, e d'allora in poi leggendo il libro il diavolo è pronto a fare malamente ogni cosa. Ecco come sono presi quei disgraziati e dannati uomini. Una volta accadde che un tale mentre voleva consacrare il libro nel modo predetto, stando nel cerchio lì fatto, chiamò un certo demonio, ma gli fu risposto che egli non era lì, ma era andato nella città di Ascoli, per far morire molti di spada tra gli esuli e i cittadini che governano; ciò fatto, egli ritornerà subito a fare ciò che tu chiedi. Meravigliato quell'uomo di tale risposta, si incamminò per Ascoli per conoscere la verità di così grande fatto e giunse al luogo dei frati minori, dove allora risiedeva il santissimo frate Savinio di Campello; giunto là, espose per ordine tutte le cose fatte e seppe che la notte precedente fra gli esuli, trenta furono impiccati nella piazza e tra gli uccisi con la spada da ambedue le parti fu grande la strage nella città. Conosciuto ciò, decise fermamente il sopraddetto uomo di allontanare l'arte magica e degli incantesimi considerando che è grande l'astuzia del demonio a catturare le anime ed a prenderle. Ciò riferì il sopraddetto santo padre Savinio ad un certo frate nostro predicatore."
da un manoscritto del sec. XV - Fra Bernardino Bonavoglia

Qui sotto ho riportato anche un'illustrazione di qualche secolo successivo in cui si possono notare i cerchi di cui abbiamo appena parlato.

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Lago di Pilato | Biblioteca Vaticana, sec. XVI

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Sant'Elpidio a Mare e i Cavalieri di Malta

Che cosa c'entra Sant'Elpidio a Mare, paesino di quindici mila abitanti immerso nelle campagne del sud delle Marche, e Malta, affascinante isola situata al centro del Mar Mediterraneo? In realtà con l'isola in questione praticamente nulla. Il legame è invece con i Cavalieri di Malta (conosciuti anche come Cavalieri Ospitalieri o Ospedalieri o Cavalieri dell'Ordine dell'Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme o Cavalieri di Rodi). Sono infatti grazie a questi che fu portata a termine nel XIV secolo.

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Torre Gerosolimitana, Sant'Elpidio a Mare | © Nicola Pezzotta 2007. All rights reserved.

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Quando d'improvviso, a primavera, tutto ingiallisce/3

segue

 

PRIMAVERA SILENZIOSA / 3
Ovvero come la Provincia di Ancona sparge insensatamente veleni e morte lungo le strade

CI SONO SOLUZIONI ALTERNATIVE?

Le contraddizioni non finiscono qui, il diserbo dei margini stradali non ha alcuna giustificazione neppure dal punto di vista strettamente tecnico.
Innanzi tutto è bene precisare che la migliore forma di gestione dei bordi stradali è quella dello sfalcio, che garantisce la maturazione, la funzionalità e il miglior aspetto estetico dei margini stradali.
In alcuni casi, a causa della particolare frequenza di ostacoli, come in corrispondenza dei guardrail, risulta difficile intervenire con i più comuni mezzi meccanici di sfalcio, ma esistono numerose, efficaci e valide alternative verdi.

Anche dal punto di vista strettamente tecnico ci sono alternative naturali anche nelle situazioni più artificiose, come sotto i guard-rail; qui infatti si insediano frequentemente comunità di piccole graminacee (Poa annua, Bromus hordeaceus, Vulpia membranacea), mentre in altre condizioni caratterizzate da maggiore povertà di suolo si sviluppano spontaneamente tappeti di crassulaceae (Sedum album e S. rupestre), che svolgono il ruolo di protezione del terreno senza creare alcun problema di sviluppo in altezza e senza alcuna necessità di sfalcio.

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