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L'aratro e la barca - Tradizioni picene nella memoria dei superstiti | 2012

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L'aratro e la barca
Tradizioni picene nella memoria dei superstiti

Mario Polia
Edizioni Librati
2012

In una società come quella attuale “…tesa a recidere risolutamente il presente e il futuro dal passato”, riprendendo le parole dell’autore, il rischio di perdere per sempre l’immenso patrimonio immateriale costituito da tradizioni, costumi, ritualità, credenze popolari e pratiche magiche, è più che concreto. Da qui nasce l’esigenza di recuperare e conservare un’eredità culturale plurimillenaria identificativa delle nostre radici; un bisogno al quale risponde lo straordinario lavoro di Mario Polia: “L’aratro e la barca”.

Diviso in due volumi, l’opera raccoglie il frutto di una serie di ricerche demo-antropologiche compiute sul territorio piceno, avvalendosi principalmente dello strumento dell’intervista diretta e coinvolgendo gli ultimi superstiti di un mondo, quello rurale e marinaro ascolano, oramai in via di estinzione.

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Monti Sibillini - le piu' belle escursioni | 2013

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Come la "Guida dei Monti Sibillini" del 1983, sempre della stessa casa editrice, per molti miei amici veterani della montagna è stata la guida di riferimento per le loro escursioni, questo libro lo è stata per me, già dalla sua prima edizione del maggio del 1992 (ora siamo alla quarta). Ricordo ancora quando da adolescente ero agli inizi del mio percorso escursionistico e mi avventuravo, con il mio mentore, lungo sentieri a me sconosciuti. Una volta arrivato a casa sua spulciando nella biblioteca sono stato catturato proprio da questo libro. Non so per quanto tempo sono rimasto a leggerlo, e appena tornato a casa ho dovuto comprarlo subito.

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Visciole in the sun

If you’re having a walk in the Marche countryside you will probably come across some curious little trees which, “instead of growing piramidally like the other cherry trees, grow larger with a rounded crown that make them look solid and about to fall”. This is how Giorgio Gallesio describes these trees in Pomona Italiana ossia Trattato degli alberi fruttiferi (Pisa 1817-1839). In Italy they are called viscioli: they have a rich dark green foliage which at the beginning of summer shows some intense ruby red dots.

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Visciolo in fiore. Ph: Simona Pezzotta


The Visciolo is a Prunus cerasus, also known as sour cherry tree.

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L’ arte antica in una visione moderna a Palazzo Buonaccorsi a Macerata

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Palazzo Buonaccorsi, Macerata. Ph: Lucia Paciaroni.

Non capita spesso di fare i turisti a casa propria, o almeno, a me è capitato tardi, ma non troppo per non recuperare. E così ho iniziato a stare con il naso all’insù, a sbirciare tra i vicoli, a fermarmi davanti ad un palazzo. Ho iniziato a visitare la mia città.

La mia Macerata è timida, la sua bellezza si scopre lentamente, e diventa dirompente subito dopo un viale o oltrepassando un arco. Oppure decidendo di entrare in un palazzo, anch’esso pronto a svelarti sfacciatamente la sua bellezza una volta superato l’ingresso.

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 Sala dell'Eneide, Palazzo Buonaccorsi, Macerata. Ph: Lucia Paciaroni.

Un palazzo come il settecentesco Buonaccorsi, alle porte del centro storico, proprietà del Comune dal 1967 e sede dell’Accademia di Belle Arti fino al 1997. Oggi ospita il Museo della Carrozza (aperto a dicembre 2009) e la raccolta d’arte antica e moderna.

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Ieri e Oggi/2: Sant'Elpidio a Mare

Questa pagina sarà dedicata interamente a Sant'Elpidio a Mare e l'aggiornerò di volta in volta, come mi capita sotto mano qualche bella immagine antica della città. Lo stesso farò per l'altro articolo già precedentemente pubblicato: Ieri e Oggi/1: Porto Sant'Elpidio.

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Sant'Elpidio a Mare, Corso Baccio, 1908-2014 [Edizioni I. Bozzoni - Nicola Pezzotta]
L'antico nucleo di Sant'Elpidio a Mare sembra risalire al 1200, quando si attesta anche il periodo di maggiore prosperità della città. Città che, l'8 settembre 1377 andò quasi completamente distrutta dalle truppe mercenarie di Rinaldo da Monteverde, assoldate dalla vicina e potente Fermo. L'attuale impianto del Centro Storico è stato edificato in epoche successive a questa data dai superstiti dell'eccidio e soprattutto grazie agli aiuti economici elargiti dallo Stato della Chiesa (di cui Sant'Elpidio fece parte fino all'Unità d'Italia).

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Le origini di Colfiorito: i Plestini, Plestia e Santa Maria di Pistia

Terra di passaggio e di confine. Culla di civiltà. Luoghi di prosperità, ma anche teatro di cruenti battaglie. Luoghi di morte e di rinascita. Tutto questo sono i “Piani di Colfiorito”.

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Parco Regionale delle Paludi di Colfiorito | Ph: Nicola Pezzotta

Ci troviamo al confine tra le Marche e l’Umbria: una parte è sotto il comune di Serravalle di Chienti (Marche) e l’altra sotto il comune di Foligno (Umbria). Quella che oggi possiamo ammirare è una bellissima serie di altopiani di circa 9.000 ettari complessivi, in parte coltivati, che durante la stagione primaverile si trasforma in una distesa infinita di colori. Non è altro che lo sbocciare dei fiori che tappezzano i campi coltivati e non. Anche per questo motivo è detta la piccola “Castelluccio” (da Castelluccio di Norcia, località molto più nota, situata nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini).

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Perche' febbraio conta 28 giorni?

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 Pecore al pascolo. || Foto di Simona Pezzotta

E’ straordinaria la ricchezza culturale in possesso di un popolo in termini di tradizioni, ritualità, costumi; una ricchezza che va preservata perché identificativa delle nostre radici.

Altrettanto straordinario è osservare quanto l’immaginazione popolare sia stata prodiga e creativa specie nell’atto di spiegare fatti di non facile comprensione. E bisogna ammetterlo, ancora oggi, nonostante l’acquisizione di un maggiore livello di istruzione, certe storie dal palpabile sapore di favola, possiedono un indiscusso fascino.

 

Un antico racconto delle campagne acquasantane narra perché il mese di febbraio conta solo 28 giorni.

 

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