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Puro stile neogotico. Bournemouth e l'arte nell'eta' Vittoriana

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 Bournemouth, Chiesa di San Pietro, esterno. Foto di Fabiola Cogliandro

C’è una chiesa, nel centro di Bournemouth, città a sud dell’Inghilterra nella regione del Dorset, che ci conquista immediatamente per il suo carattere di antica chiesa medioevale e per il verticalismo espresso nella guglia che svetta dalla torre fendendo l’aria con i suoi 61,5 metri di altezza.

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 Bournemouth, Chiesa di San Pietro, interno. Foto di Fabiola Cogliandro

Intitolata a San Pietro, fu fondata nel 1841 in uno stile sobrio ed austero, ma ampiamente rinnovata ed ampliata a partire dal 1853, quando i lavori per la costruzione di un nuova chiesa vennero affidati all’architetto inglese George Edmund Street (1824-1881) che conferì alla struttura quel perfetto stile neogotico di cui l’Inghilterra conserva le testimonianze più significative, basti pensare al Palazzo di Westminster di Londra, sede del Parlamento. Il Ghotic revial, come il nome stesso ci suggerisce, guarda all’arte tardo medioevale, allo stile Gotico appunto, riappropriandosi di quei medesimi canoni estetici che incontravano il gusto della società inglese della seconda metà dell’Ottocento (per poi diffondersi negli altri paesi europei), e gli interessi degli studiosi e degli artisti del tempo per i quali l’arte, l’artigianato e la tecnica, costituivano un insieme imprescindibile.

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 Bournemouth, Chiesa di San Pietro, interno. Foto di Fabiola Cogliandro

La chiesa di San Pietro ben testimonia tale unità d’intenti nella ricchezza decorativa dell’interno in cui possiamo ammirare una serie di dettagli di assoluta perfezione tecnica.

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 Bournemouth, Chiesa di San Pietro, interno. Foto di Fabiola Cogliandro

Lo scultore artefice di gran parte dei lavori su disegni di George Edmund Street, è Thomas Earp (1828 – 1893), alla cui mano si devono il Fonte Battesimale (1855) e il raffinato Pulpito, autentico capolavoro dell’arte neogotica, esposto nel 1862 alla Esibizione Internazionale di South Kensington, in quello che oggi è più comunemente noto come il Victoria and Albert Museum di Londra.

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 Bournemouth, Chiesa di San Pietro, Pulpito, 1862. Foto di Fabiola Cogliandro

Dal pulpito, realizzato utilizzando diverse qualità di marmo, emergono con vivida nitidezza le teste dei dodici apostoli mentre l’angelo al centro, finemente scolpito, sostiene un cartiglio con una iscrizione in latino. A destra dell’altare, nella Cappella di Keple, così chiamata nel 1906 in memoria del reverendo John Keple, possiamo osservare, oltre agli affreschi con episodi della vita di San Pietro, una finestra a sud dell’altare in cui sono dipinte scene della Vita di Cristo, uno dei primi lavori di William Morris (1834-1896) e Sir Edward Burne-Jones (1833-1898), i fondatori rispettivamente del movimento dell’Arts and Crafts e dei Preraffaelliti.

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 Bournemouth, Chiesa di San Pietro, Cappella Keple, William Morris e Sir Edward Burne-Jones, Vita di Cristo, vetrata. Foto di Fabiola Cogliandro

Numerosi altri dettagli catturano la nostra attenzione: dai bellissimi capitelli a fogliame alle decorazioni delle volte nella cappella centrale fino al mosaico con le figure angeliche ai lati dell’altare, completato nel 1899 su un precedente modello dello stesso Burne-Jones. Infine, non possiamo lasciare la chiesa senza aver sostato, almeno per un momento, davanti alla tomba della famiglia Shelly, nel piccolo cimitero che circonda l’edificio, dove sono conservati i resti del poeta Percy Bysshe Shelley e della moglie Mary Shelley (1797-1851), l’autrice di Frankenstein.

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Bournemouth, Chiesa di San Pietro, interno. Foto di Fabiola Cogliandro 

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Bournemouth, Chiesa di San Pietro, interno. Foto di Fabiola Cogliandro 

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Bournemouth, Chiesa di San Pietro, Angeli musicanti, mosaico, su un modello di Sir Edward Burne-Jones, 1899. Foto di Fabiola Cogliandro 

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Bournemouth, Chiesa di San Pietro, Tomba di Percy Bysshe Shelley e Mary Shelley. Foto di Fabiola Cogliandro 

Nel centro di Bournemouth possiamo inoltre incontrare altre due chiese ugualmente in stile neogotico: la Chiesa del Sacro Cuore e la Chiesa di Santo Stefano.

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 Bournemouth, Chiesa di Santo Stefano, esterno. Foto di Fabiola Cogliandro

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Bournemouth, Chiesa di Santo Stefano, interno. Foto di Fabiola Cogliandro 

Quest’ultima si caratterizza per l’accentuato verticalismo delle volte ogivali e per l’attenzione riservata alla realizzazione delle vetrate, dei pavimenti in marmo e della pregevole cancellata che separa il coro dalla navata centrale (fig. 13), tra gli esempi più alti della lavorazione del ferro in età Vittoriana.

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 Bournemouth, Chiesa di Santo Stefano, interno. Foto di Fabiola Cogliandro

Il lungo regno della Regina Vittoria, tra il 1837 e il 1901, ha segnato quasi un secolo di storia e di costume, in un intreccio di stili e tendenze che ben si riflettevano nell’architettura, nel design e nelle arti decorative delle dimore della società inglese. Un esempio del gusto dell’epoca è il Russell-Cotes Art Gallery and Museum, nel quale è conservata una delle più rappresentative collezioni di pittura inglese del XIX secolo accanto ad un numero davvero notevole di oggetti d’arte: dalle ceramiche orientali alla scultura europea Sette-Ottocentesca, dagli intagli in avorio a manufatti provenienti dall’India e dalla Russia.

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Bournemouth, Russell-Cotes Art Gallery and Museum. Foto di Fabiola Cogliandro 

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 Bournemouth, Russell-Cotes Art Gallery and Museum. Foto di Fabiola Cogliandro

La villa, con una splendida vista sul mare nell’East Cliff, fu fatta costruire da Sir Merton Russell-Cotes (1835-1921) a partire dal 1898 per accogliere la sua ricca ed eclettica collezione d’arte, frutto dei numerosi viaggi intrapresi all’estero in compagnia della moglie, Lady Annie Russell-Cotes (1835-1920). L’edificio, aperto al pubblico nel 1922 dopo la scomparsa dei suoi fondatori, presenta l’originario arredamento nonché l’intera collezione d’arte, offrendosi oggi come una delle più interessanti e forse poco note case-museo del XX secolo.

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 Bournemouth, Russell-Cotes Art Gallery and Museum, Charles Landelle, Judith, olio su tela, 1895. Foto di Fabiola Cogliandro

Se vogliamo conoscere la pittura inglese in età Vittoriana, il museo conserva una ricchissima raccolta di dipinti a soggetto storico, biblico, mitologico, paesaggi e una selezione di quadri raffiguranti animali. Tra i molti nomi ricordiamo Solomon Alexander Hart (1806-1881), Edwin Longsden Long (1829-1891), Charles Landelle (1812-1908), l’autore della splendida Giuditta (fig. 16) e Dante Gabriel Charles Rossetti (1828-1882), esponente dei Preraffaelliti, del quale il museo conserva la Venere Verticordia (fig. 17, 1864-1868).

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 Bournemouth, Russell-Cotes Art Gallery and Museum, Dante Gabriel Charles Rossetti, Venus Verticordia, olio su tela, 1864-1868. Foto di Fabiola Cogliandro

Segnaliamo, infine, quella che costituisce una delle particolarità della collezione di dipinti del Russell-Cotes, ovvero l’attenzione riservata da Sir Merton Russell alle pittrici della sua epoca, in anni in cui i quadri realizzati da donne occupavano le ultime file nelle aste o nelle esibizioni d’arte. Tra le varie acquisizioni effettuate negli anni vi sono opere di Laura Alma Tadema (1852-1909), moglie del più celebre pittore Sir Lawrence Alma Tadema, Sophie Anderson (1823-1898) e Louisa Starr Canziani (1845-1909), la prima donna artista ad aver vinto una medaglia nel 1865 nella Royal Academy Schools di Londra, le cui origini italiane ci consentono di condividere con una certa partecipazione il pregevole riconoscimento.

 

Articolo di Fabiola.

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