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Castelli e country houses nel sud dell’ Inghilterra

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 Christchurch, Casa normanna, 1160 ca. Ph: Fabiola Cogliandro

Proseguiamo la nostra esplorazione del sud dell’Inghilterra lasciandoci alle spalle la frenesia della modernità per rivivere, anche solo per pochi istanti, nell’epoca dei Normanni, la popolazione di origine germanica proveniente dai paesi del nord che ha lasciato in Christchurch, piccola città a 7 km circa da Bournemouth, nel Dorset, significative e suggestive testimonianze. Di quella antica dominazione serbano memoria i resti di una casa normanna (uno dei rari esempi di costruzioni domestiche in Inghilterra), di una Grande Torre che dominava un tempo l’intera area, e la Chiesa, la cui importanza nel corso dei secoli determinò la denominazione del borgo in Christchurch, chiesa di Cristo.

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 Christchurch, Casa normanna, 1160 ca. Ph: Fabiola Cogliandro

La Casa Normanna venne costruita nel 1160 circa all’interno del Castello per ospitare il ‘Lord’ di Christchurch e per ricevere, in solenni occasioni, la visita del Re d’Inghilterra. Nella ‘Hall’ che costituiva la stanza principale, possiamo ancora vedere la canna fumaria del camino, dalla inusuale forma circolare, e alcuni dettagli decorativi nelle finestre, quali esili colonnine e intagli geometrici nelle cornici degli archi.

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Christchurch, Casa normanna, canna fumaria e finestra, part., 1160 ca. Ph: Fabiola Cogliandro

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Christchurch, Casa normanna, canna fumaria e finestra, part., 1160 ca. Ph: Fabiola Cogliandro

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Christchurch, La Grande Torre, XI-XIII secolo. Ph: Fabiola Cogliandro 

Innalzata su di un’altura si ergeva invece la Grande Torre (XI-XIII secolo), la cui visuale si estende fino a scorgere una delle chiese parrocchiali più lunghe d’Inghilterra (94,88 m.): Christchurch Priory.

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Christchurch, Christchurch Priory, XII-XV secolo. Ph: Fabiola Cogliandro

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 Southampton, Chiesa di Holy Rood, 1320, part. Ph: Fabiola Cogliandro

La costruzione del corpo centrale comprendente le tre navate ed il transetto con le due torri, risale al periodo normanno e fu completata nel 1150 (le volte a crociera sono in gesso e furono aggiunte nel 1819), mentre il portico nord, la torre ed il presbiterio risalgono al XIV-XV secolo.

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Christchurch, Christchurch Priory, stile normanno, XII secolo. Ph: Fabiola Cogliandro

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Christchurch, Christchurch Priory, stile normanno, XII secolo. Ph: Fabiola Cogliandro

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 Christchurch, Coro in legno, part., XIV-XV secolo. Ph: Fabiola Cogliandro

Conserva al suo interno numerose sepolture, un coro in legno con una serie di bellissimi e singolari intagli realizzati da abili artefici medievali, un fonte normanno in marmo di Purbeck (1200 ca.) e il cosiddetto Albero di Jesse, maestosa composizione in pietra, scolpita nel 1360.

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 Corfe Castel, Castello, XII secolo. Ph: Fabiola Cogliandro

Da Christchurch ci spostiamo ora verso l’interno alla scoperta del Castello di Corfe Castle, tra i più importanti siti del National Trust. Costruito nel XII secolo e circondato da mura difensive e torri cilindriche, fu acquistato nel 1635 da Sir John Bankes, esponente di una delle più affermate famiglie terriere del tempo. Per ordine del Parlamento inglese, di cui i Bankes erano ferventi oppositori, il Castello venne parzialmente demolito negli anni 1643-1646 e oggi non ci resta che camminare all’interno delle sue rovine imbattendoci, con un pizzico di fortuna, in una delle tante rievocazioni medievali tra cui il Medieval Falconry, dove splendidi esemplari di falconi rimandano alla pratica venatoria della falconeria.

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Corfe Castel, esemplare di Falcone. Ph: Fabiola Cogliandro

 La famiglia Bankes decise in seguito di costruire una nuova dimora in Kingston Lacy (località non lontano dal piccolo centro di Wimborne) che negli anni si trasformò, sulla scia del sogno italiano del Grand Tour, in una lussuosa Country House.

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Wimborne, Kingstone Lacy, XVII-XIX secolo. Ph: Fabiola Cogliandro

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Wimborne, Kingstone Lacy, XVII-XIX secolo. Ph: Fabiola Cogliandro

Nelle sale, finemente arredate, possiamo ammirare una preziosa collezione di dipinti italiani e stranieri tra cui opere di Guido Reni, Tintoretto, Tiziano, Rubens, Brughel, Murillo e Zurbarán. La villa, immersa in un vasto e labirintico giardino, ospita inoltre la più ampia raccolta privata di arte Egiziana in Inghilterra con reperti di assoluto prestigio, sarcofagi e un Obelisco posto all’ingresso.

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Southampton, Chiesa di Holy Rood, 1320 (danneggiata il 30 novembre 1940 nel corso della II Guerra mondiale). Ph: Fabiola Cogliandro

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Southampton, Chiesa di Holy Rood, 1320, part. Ph: Fabiola Cogliandro

Ci spostiamo infine di nuovo verso la costa, precisamente nell’Hampshire, a Southampton, città nota ai più per il transatlantico Titanic che da qui salpò verso l’America il 10 aprile del 1912, il cui drammatico naufragio è commemorato nel Sea City Museum.

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Southampton, Casa medioevale, XIV secolo. Ph: Fabiola Cogliandro

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Southampton. Ph: Fabiola Cogliandro 

Ma non tutti sanno che Southampton, oltre a conservare per le vie della città interessanti tracce dei secoli XIV-XVI nei resti delle chiese e delle mura medievali, e palazzi in stile Liberty, ha una ricchissima collezione di dipinti dal XIV secolo all’età contemporanea, solo in parte esposti nella City Art Gallery.

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Southampton. Ph: Fabiola Cogliandro


Con sorpresa vi troviamo un nucleo di dipinti italiani con opere di Allegretto Nuzi (1315-1375), Corrado Giaquinto (1703-1765) e Francesco Mura (1696-1784), un bellissimo paesaggio di Salvator Rosa e un Ritratto della sorella dell’artista di Sofonisba Anguissola (1530-1625). Di assoluta rilevanza è la sezione di pittura inglese dell’Ottocento con una sala dedicata al ciclo con la Serie di Perseo realizzato da Sir Edward Coley Burne-Jones tra il 1875 e il 1885, per Lord Arthur Balfour, Primo Ministro inglese nel 1885.

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 Southampton, City Art Gallery, Baring Room, Edward Burne-Jones, Serie di Perseo, 1875-1885. Ph: Fabiola Cogliandro

Il ciclo, che doveva ornare la sala da musica nella casa londinese del futuro ministro, non venne mai completato (i sei dipinti ad olio portati a termine dall’artista si conservano nella Staatsgalerie di Stuttgart, Germania) e la serie dei cartoni preparatori che possiamo ammirare nella Baring Room fu acquistata dalla City Art Gallery nel 1934. Siamo di fronte al trionfo della pura bellezza, di cui Burne-Jones, esponente del movimento dei Preraffaelliti, era alla continua ricerca. L’arte, come sempre, si nutre della natura, e lo sguardo dell’artista, come il nostro, avrà forse percorso gli scenari della Jurassic Coast, una distesa collinare di rocce millenarie a ridosso del mare che si estende per 153 km dal Dorset al Doven, dichiarata patrimonio dell’Unesco nel 2001. Non resta che partire!

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  Dorset, Jurassic Coast, Durdle Door. Ph: Fabiola Cogliandro

Articolo di Fabiola.

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