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Avventura sui Monti Sibillini: il Sentiero delle Capre o Cengia delle Cerelle

Finalmente, dopo vari rinvii, troviamo una giornata adatta per affrontare la tanto agognata escursione: il sentiero delle capre o cengia delle cerelle. In realtà questo è un percorso al limite dell’escursionismo. Infatti se non si hanno delle corde e capacità particolari è impossibile affrontarlo.

Nel tratto più critico, siccome è necessario assicurarsi e prestare molta attenzione, perderemo molto tempo nel passaggio, quindi, essendo il nostro gruppo anche molto numeroso (circa 25 persone), la partenza è fissata all’alba.

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Alba su "il Pizzo", ultima propaggine est del Monte Priora. | © Nicola Pezzotta 2012. All rights reserved.

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Alba sulla cima del Monte Sibilla. | © Nicola Pezzotta 2012. All rights reserved.

Dopo aver viaggiato per le ultime ore della notte ci fermiamo al parcheggio di Valleria, all’imbocco della Gola dell’Infernaccio: sono le 6.30. Neanche ad averlo programmato è il momento perfetto per assistere all’alba su “il Pizzo” ultima propaggine verso est del Monte Priora. Pian piano vediamo anche illuminarsi tutte le altre cime dei monti circostanti, tra cui il Monte Sibilla. Ma guardando in basso vediamo che a noi spetta tutt’altro: la buia e tenebrosa Gola dell’Infernaccio. Quaggiù il sole raramente fa capolino, e l’unico rumore che si sente è il rombo impetuoso dell’acqua.

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Il lago "insanguinato" e la Battaglia del Pian Perduto/2

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Lo "Stagno Rosso" | © Giorgio Materozzi

Rosso. Il colore dell'acqua era proprio così, come se il lago fosse stato riempito completamente di sangue. Qui, il 20 Luglio 1522 avvenne una cruenta Battaglia (per maggiori dettagli su questo scontro leggi il post precedente ”Il lago “insanguinato” e la Battaglia di Pian Perduto/1“) conosciuta, successivamente, col nome di Battaglia del Pian Perduto. Ma di tempo ne è passato da allora. Siamo nell'estate del 1995 quando un laghetto presente sul Pian Perduto, al confine tra Marche e Umbria, si tinge interamente di rosso. Così, apparentemente dal nulla, in circa un mese.

Questa pozza d'acqua non ha nome nella carta topografica ed è stata ridefinito, dal 1995, proprio “Stagno Rosso” per lo strano fenomeno notato.

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L'ultima ascesa

Ago12 2 

 L'ultima ascesa - Monte Priora | © Nicola Pezzotta 2012. All rights reserved

Eccola lì, l'ultima vetta da salire. Quella più agognata. Quella da cui sai già che vedrai uno spettacolo unico. La cima che, guardandola dalla costa meridionale delle Marche nei giorni più tersi, sembra svettare sopra tutte le altre, anche se in realtà non è la più alta del comprensorio dei Sibillini. Però, con i suoi 2332 metri di altitudine, sovrasta tutte quelle più vicine e da lassù la vista può allargarsi fino al Monte Vettore, o addirittura al Gran Sasso.

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Montefortino: il museo che non ti aspetti

Il museo che non ti aspetti: Fortunato Duranti e la Pinacoteca Civica di Montefortino

Nel suggestivo e labirintico Montefortino, un piccolo paese in Provincia di Fermo quasi vegliato dalla catena montuosa dei Sibillini, si scopre in Largo Duranti il nobile Palazzo Leopardi edificato nel corso del XVI secolo e dal 1997 sede di un Polo Museale.

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Montefortino, Palazzo Leopardi, Portone di ingresso, XVI secolo. | Autore: Fabiola Cogliandro

Il suo interno ospita infatti tre differenti raccolte: il Museo Faunistico di Ignazio Brunori Rossi, la Pinacoteca Civica “Fortunato Duranti” e il Museo Diocesano di Arte Sacra. A calamitare il nostro interesse è in particolare la Pinacoteca Civica ordinata nel secondo piano, in quello che un tempo costituiva il piano nobile del palazzo di cui si conserva, nelle nove sale espositive, la ricca decorazione sette-ottocentesca. La Pinacoteca deve la sua formazione all’artista, collezionista e antiquario Fortunato Duranti (1787-1863), il quale, a partire dal 1842, donò la sua collezione di dipinti, sculture, disegni e stampe al Comune di Montefortino e alle chiese del territorio. Le dispersioni verificatesi nel corso del Novecento hanno però drasticamente ridotto la raccolta, dimezzandone l’entità, ed oggi si conservano nella Pinacoteca Civica 177 (un’ulteriore scultura della collezione Duranti è inspiegabilmente conservata nel Museo di Arte Sacra ubicato al terzo piano) delle originarie 350 opere di cui abbiamo testimonianza negli inventari ottocenteschi e nelle carte delle donazioni effettuate dall’artista. Si tratta certamente di un insieme notevole per un paese come Montefortino che può fregiarsi in tal modo di una raccolta di assoluto prestigio con dipinti e sculture dal XIV al XIX secolo. Il museo conserva inoltre un corpus grafico dell’artista di circa cento disegni esposti a rotazione nelle vetrine del salone centrale.

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Montefortino, Palazzo Leopardi, Pinacoteca Civica “Fortunato Duranti”, Salone centrale. | Fonte: internet

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Il lago "insanguinato" e la Battaglia del Pian Perduto/1

Anno 1995, passeggiando per il Pian Perduto nei pressi di Castelluccio di Norcia alcuni pastori notano qualcosa di strano. Un laghetto, formatosi su un avvallamento carsico, dei numerosi presenti in questa zona, si è tinto completamente di rosso. Un rosso scarlatto. Un rosso “sangue”.

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Lo Stagno Rosso nel 1995 | © Ettore Orsomando

Ai pastori saranno venute sicuramente in mente le storie che aleggiano in questo luogo. Storie di baruffe, di litigi e di guerre. Dico che conoscono la storia perché è stato proprio uno di loro a tramandarcela nei secoli. Un pastore, infatti, scrisse il poemetto conosciuto come “la Battaglia del Pian Perduto”.

“...vi voglio dire come fu quel prato
pieno di morti e insanguinato.”

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Waiting from spring

Apr12 2 

Waiting from spring - Alta Valle dell'Ambro | © Nicola Pezzotta 2012. All rights reserved 

Siamo nei Monti Sibillini in località "Le Roccacce". Il luogo lo incontrate facendo il percorso dalla Madonna dell'Ambro verso le sorgenti, sulla sinistra orografica del fiume. Si pensa che qui un tempo ci fosse una antica rocca, il Castello di Mainardo (da cui prende anche il nome il monte) ma non ci sono molte notizie al riguardo se non un documento del 977 d.C. riguardo una concessione del vescovo di Fermo al conte Mainardo di Siffredo. Sulla sinistra, al di fuori di questa foto, ci sono gli speroni rocciosi dove si pensa fosse il castello. A voi esplorarli! :)

 

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Nel regno del vento: il versante Nord del Monte Sibilla

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La lunga salita verso il Monte Zampa/1 | © Nicola Pezzotta 2012. All rights reserved.

Ore 7.30 a Valleria e il termometro segna 7°C. Inizia a fare un po' freddino in montagna. La bella stagione, oramai, è un ricordo e questo non può che dispiacermi. Amo l'estate, lo ribadisco sempre, e questa temperatura, oggi, so che mi farà soffrire.
Partiamo decisi. Non potrebbe essere altrimenti, perché sappiamo ciò che ci aspetta e se non fossimo decisi, dopo neanche 100 metri ritorneremmo alle nostre macchine. Dopo neanche 5 minuti dalla partenza inizia la lunga, interminabile salita, tutta fuori sentiero, che da Valleria va al Monte Zampa, passando per la Cengia del Cinghiale. Durante la salita il vento ci spazza in modo incostante, ma potente. Le folate, fortunatamente, per buona parte l'abbiamo alle spalle e questo ci aiuta nella salita. Gli alberi, aggrappati a questi pendii scoscesi, ondeggiano paurosamente, nonostante le loro moli.

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Reflection

Set12 2

Reflection - Lago di Fiastra | © Nicola Pezzotta 2012. All rights reserved

Ore 8.40. Le ultime nuvole basse, che prima ricoprivano ogni cosa, stanno andando via lasciando dietro di se un senso di quiete e aprendo le porte ad un sole che, finalmente, inizia a rendere più gradevole l'aria del mattino settembrino. Il Lago di Fiastra mantiene il suo fascino in ogni stagione dell'anno, ed oggi più che mai con questo gioco di specchi. Mi avvicino al pannello informativo affisso dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini, proprio vicino alla diga, e leggo.

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Anche la croce si inchina a tanta meraviglia

Ago11 2 

Anche la croce si inchina a tanta meraviglia - Monte Vettore | © Nicola Pezzotta 2011. All rights reserved

Driiiin!

Ti giri, guardi la sveglia: segna le 4:30. E' ora di alzarsi. Dopo alcuni minuti di tempo per prendere lucidità esci dal sacco a pelo. Fuori tira un'aria gelida. Guardi il termometro: segna 8°C in pieno Agosto. Pensi alla calura, all'afa che hai sofferto fino al giorno prima e un sorriso si stampa sul tuo viso. Poi ti guardi attorno e... meraviglia! E' ancora notte, ma riesci a distinguere i profili delle cime intorno a te e là ad est sembra che il cielo inizi già a schiarirsi un pò.

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