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Gola del Furlo/3: Mussolini e il suo profilo

Questa che vi scrivo qui sotto sarà l’ultima parte dedicata alla Gola del Furlo. Dopo aver letto tutti e tre i post non vi resta che andarla a visitare e vederne le sue meraviglie direttamente con i vostri occhi!

Se vi siete persi gli altri post, posso dirvi che, nella prima parte (Gola del Furlo/1: Evoluzione di un paesaggio) ho parlato della storia naturale della Gola e di come si è trasformata dopo la costruzione della Diga omonima; nella seconda parte (Gola del Furlo/2: Qui, dove è passata la storia), invece, ho fatto un salto indietro nel tempo e ho cercato di farvi rivivere in un solo colpo 2000 anni di storia, dai Romani allo Stato della Chiesa.

Gola del Furlo. Ne ho parlato per molto tempo, ma finora non ho ancora detto da dove provenga questo toponimo. Il nome della Gola sembra derivi da “forulus” o “foro”, denominazione che intorno al XIV secolo indicava il Traforo di Vespasiano. Nel tempo, poi, questo termine si trasformò nell’attuale “Furlo”.

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La Gola del Furlo vista da ovest | © Nicola Pezzotta 2011. All rights reserved.

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Attraverso la storia

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Attraverso la storia - Gola del Furlo | © Nicola Pezzotta 2011. All rights reserved

Ci sono luoghi in cui, anche trovandoci per la prima volta, avverti qualcosa. Senti che lì, è passata la storia. La Gola del Furlo, in provincia di Pesaro Urbino, è proprio uno di questi luoghi. Qui nei secoli, anzi, nei millenni, l'uomo si è sempre adoperato per plasmare le montagne al proprio scopo. A volte in maniera grandiosa e in armonia con la natura; altre volte deturpando in maniera irrimediabile l'ambiente. In uno dei prossimi post spero di parlarvi dell'intera storia che permea la Gola del Furlo, ma in questo spazio vorrei concentrarmi sul Traforo di Vespasiano.

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Gola del Furlo/2: Qui, dove e' passata la storia

Nel post precedente (clicca qui) vi ho parlato principalmente della Diga del Furlo, all’ingresso della Gola. Proseguendo, ora, la strada incontriamo la parte più stretta e suggestiva. Per farvi comprendere a pieno dove vi trovate dovete fare un salto indietro nel tempo di 2500 anni.

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La Gola del Furlo, oggi, nei pressi dei trafori romani | © Nicola Pezzotta 2011. All rights reserved.

Siamo nel 220 a.C.. I romani, guidati dal console Gaio Flaminio, stanno cercando di realizzare una strada di collegamento tra Roma e Rimini, con una duplice funzione: incrementare il commercio e rifornire rapidamente le truppe che si trovano lontano dalla capitale, al di là degli Appennini. Il console si trova di fronte un ostacolo duro da superare: la Gola del Furlo. Lo scopo è quello di far passare la strada dove è presente un sentiero a circa 80 metri dal fondo della gola.

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Gola del Furlo/1: Evoluzione di un paesaggio

Come vi avevo promesso nel post "Attraverso la storia" (clicca qui), vi parlerò, qui sotto, in modo più dettagliato, di quell'affascinante luogo che è la Gola del Furlo.

Ci troviamo nella provincia di Pesaro e Urbino e questa Gola è, per il nord delle Marche, una sorta di isola biologica; decentrata rispetto alla catena appenninica (da cui dista circa 20 km) ma anche rispetto alla fascia collinare per via di un altitudine che sfiora i 1000 metri. Un po’ montagna, un po’ collina, mentre le piane alluvionali del fiume Candigliano e Metauro si insinuano fino alle sue pendici.

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La Gola del Furlo, oggi | © Nicola Pezzotta 2011. All rights reserved.

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