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Gola del Furlo/3: Mussolini e il suo profilo

Questa che vi scrivo qui sotto sarà l’ultima parte dedicata alla Gola del Furlo. Dopo aver letto tutti e tre i post non vi resta che andarla a visitare e vederne le sue meraviglie direttamente con i vostri occhi!

Se vi siete persi gli altri post, posso dirvi che, nella prima parte (Gola del Furlo/1: Evoluzione di un paesaggio) ho parlato della storia naturale della Gola e di come si è trasformata dopo la costruzione della Diga omonima; nella seconda parte (Gola del Furlo/2: Qui, dove è passata la storia), invece, ho fatto un salto indietro nel tempo e ho cercato di farvi rivivere in un solo colpo 2000 anni di storia, dai Romani allo Stato della Chiesa.

Gola del Furlo. Ne ho parlato per molto tempo, ma finora non ho ancora detto da dove provenga questo toponimo. Il nome della Gola sembra derivi da “forulus” o “foro”, denominazione che intorno al XIV secolo indicava il Traforo di Vespasiano. Nel tempo, poi, questo termine si trasformò nell’attuale “Furlo”.

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La Gola del Furlo vista da ovest | © Nicola Pezzotta 2011. All rights reserved.

Nel nostro excursus storico mi ero fermato alla metà del ‘500. Da questo periodo, fino a quasi gli inizi dell’800 il passo perse la sua importanza e il transito attraverso la gola rimase difficile e pericoloso, anche a causa dei numerosi briganti presenti nel circondario.

Alla fine del ‘700 esplose, anche in queste zone, il “miraggio dell’oro”. La speranza per molti di improvvisa ricchezza finì, tuttavia, ben presto in una bolla di sapone, perché il fenomeno era dovuto esclusivamente al riscontro accidentale di semplice pirite in un luogo subito ottimisticamente ribattezzato “Vena dell’Oro”. A spegnere gli eccessivi ed infondati entusiasmi contribuì anche il terremoto di Cagli del 3 Giugno 1781 che seppellì per sempre la “vena” sotto un’impressionante caduta di massi.

In questo periodo molti furono i passaggi all’interno della gola di truppe straniere tra cui Spagnoli, Austriaci e Francesi. Tra tutti possiamo ricordare quello che avvenne tra il Maggio e il Giugno 1849, quando i volontari della Repubblica Romana opposero resistenza agli Austriaci bloccando la via per la capitale.

Ma la notorietà del luogo esplose verso la fine degli anni 1920. Infatti in quegli anni Benito Mussolini “consacrò” la città del Furlo come il luogo ideale per rilassarsi e staccare dagli impegni quotidiani. Il capo del Regime Fascista che frequentava questo posto non era quello che tutti conoscono, con divisa ed elmetto che arringa la Nazione. Era, piuttosto, la versione privata e familiare, e al riguardo fanno fede le numerose foto d’epoca. Nel tragitto che va da Roma a Predappio, la sua città natale, in quel tempo non esistevano strade alternative alla Flaminia.
Determinante fu, però, la cordiale amicizia con il ristoratore del luogo Domenica Candiracci, nata in maniera del tutto occasionale. Nonostante siano passati solo 80 anni circa la storia delle sue soste si mischia alla leggenda. Mussolini è un risaputo “femminiere” e i suoi rapporti con le donne erano molto brevi e solo poche donne hanno avuto l’onore di relazioni più intense. Questo comportamento portò alla diceria che il Duce avesse costellato l’Italia di un reggimento di presunti figli e anche al Furlo si parlò di un presunto figlio. Anche se, il ristoratore dell’epoca giura di averlo sempre visto da solo o con moglie e figli.

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L'albergo ristorante meta di Mussolini | fonte: internet

Numerose furono le sue soste; i più attenti ne contano addirittura 56. Si narra che, in una di queste soste, Mussolini pretese che gli venisse preparata una frittata di 12 uova e tartufo. E, sembra, che non dormì per tutta la notte rigirandosi nel letto per le fitte. Il vomito e la diarrea che lo colse il giorno seguente diede luogo ad un ispezione della Milizia per la sicurezza nazionale pensando ad un caso di avvelenamento premeditato.

Nel tempo, con il diffondersi della notizia delle sue visite, aumentavano i curiosi e c’era sempre qualcuno pronto a perorare qualche piccola causa personale. In quegli anni, Mussolini provvide a migliorare la vita degli abitanti della zona, fornendo il Furlo di una linea telefonica (allora inesistente) e promuovendo la strada Monte-Furlo (1935) che conduceva più agevolmente alle soprastanti cave di pietra rosa e bianca del Monte Pietralata. Il primo telefono pubblico fu proprio quello dell’albergo di Domenico Candiracci che, per sdebitarsi, consegnò al Duce le chiavi della camera al primo piano. Per renderla più confortevole vennerò portati mobili in stile Impero direttamente da Palazzo Venezia. La camera di Mussolini è tutt’ora visitabile; ha i muri ricoperti di graffiti: da “Viva il Duce” e “a Morte il comunismo” a “Morte al fascio” insieme a nomi di coppie e date di fatidiche notti d’amore.

In segno di palese gratitudine per le migliorie arrecate al paese, la Milizia Nazionale Forestale, in collaborazione con gli scalpellini del luogo, nel 1936 provvide alla costruzione del famoso Profilo del Duce (lunghezza circa 180 metri), tutt’ora ancora in parte visibile, sulla sommità delle balze del Pietralata.

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Profilo del Duce sul Monte Pietralata negli anni '40 | fonte: internet

Il progetto era ambizioso: l’Ing. Mainardi lo volle rendere visibile da Acqualagna, da Fossombrone e, addirittura, nei giorni di cielo terso, dal mare. Progettò anche l’illuminazione per renderlo visibile di notte, ma non fu mai realizzata. Il monumento suscitò qualche polemica, perché parve presentare il Duce in posizione di riposo, mentre era risaputo che “Mussolini non dorme, ma veglia sui destini d’Italia”. La polemica arrivò anche a Mussolini se è vero l’aneddoto che in una delle sue visite ebbe l’occasione di lagnarsi del suo profilo con l’albergatore e che questo gli fece notare che il volto del Duce non era in posizione di riposo, ma era proteso verso il cielo, sino a ieri dominio delle aquile, ma da quel momento dominio della nostra aviazione e in tal posizione il Duce poteva vigilare sull’efficienza dell’aviazione che difendeva le nostre contrade.

Con l’avanzare degli anni le soste iniziarono a diradarsi verso la fine del 1939 e cessarono del tutto subito prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale nel 1940.

Alla fine della guerra i partigiani e le truppe di liberazione decisero di eliminare il profilo dalla montagna: la brigata Majella vi indirizzo qualche colpo di cannone, ma i pochi colpi che centrarono il naso e il profilo, non fecero danni rilevanti, così come non li fece la dinamite del partigiano Bruno Bocchio. Finita la guerra il Ministero dei lavori pubblici decise di eliminare quella bruttura, perché rappresentava un pericolo per la strada sottostante. Vennero stanziati i soldi per l’abbattimento, ma grazie all’intervento di Adele Bei fu possibile stornare parte di quei soldi per ricostruire la strada che conduceva alle cave, vista la necessità impellente di pietra del paese impegnato nella ricostruzione.

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Profilo del Duce, oggi | © Nicola Pezzotta 2011. All rights reserved.

Dagli anni 1950 fino a quasi la metà degli anni 1980 il Furlo ha subito un periodo di forte crescita economica, poi, con l’apertura della nuova Flaminia che bypassa la Gola attraverso una galleria, arrivò il crollo improvviso e vertiginoso. Ora non si vede più il via vai di auto che si poteva immaginare in quegli anni, ma questo ha portato all’apertura di nuove forme di turismo come quello detto “turismo dolce”.

Negli ultimi anni, qualche esponente politico locale, ha proposto, per ravvivare il turismo del posto, di ripristinare l’antico profilo del Duce. Ma alla fine non se n’è fatto niente. Fortunatamente, aggiungerei.

Vorrei chiudere con una frase detta dall'archeologo ravennate Corrado Ricci. Dopo aver visitato questi posti esclamò: "Il Furlo una volta veduto, non si dimentica". Ed è stato proprio quello che è successo anche a me.

 

 

Fonti: 

La Gola del Furlo; Andrea Pellegrini, Elena Ferretti, Roberto Fiorani; Arti Grafiche Stibu, 2003

Marche: le più belle escursioni; AA.VV.; Società Editrice Ricerche; 1998

Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità delle Marche; Fabio Filippetti, Elsa Ravaglia; Newton & Compton Editori; 2002

Marche; AA.VV.; Guida Rossa del Touring Club Italiano; 1979

Furlo: terra di santi e di briganti; Umberto Marini; Metauro Edizioni; 1995.

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Commenti   
+2 #14 Luciano51 2016-06-25 10:10
Grazie mille, farò come mi suggerisci!!! :-)
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0 #13 Nico_ 2016-06-18 19:13
Citazione Luciano 51:
Ho letto tutti i bellissimi articoli ed ora scalpito per visitare le gole ma purtroppo avevo letto di ordinanze e controordinanze circa la frequentazione del luogo e non nego di essere un po' confuso. Approfitterei quindi della tua gentilezza per chiederti quale sia l'attuale possibilità di visitare le gole. Ti ringrazio anticipatamente e rinnovo i complienti

Ciao Luciano 51, grazie mille per i complimenti! :) A quanto ne so, la gola è stata riaperta per solo per i pedoni. Ma per sicurezza, per non rischiare ti consiglio di chiamare il punto informazioni della Riserva: 0721 700041.
Ciao e buona passeggiata! :)
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+1 #12 Luciano 51 2016-06-14 23:58
Ho letto tutti i bellissimi articoli ed ora scalpito per visitare le gole ma purtroppo avevo letto di ordinanze e controordinanze circa la frequentazione del luogo e non nego di essere un po' confuso. Approfitterei quindi della tua gentilezza per chiederti quale sia l'attuale possibilità di visitare le gole. Ti ringrazio anticipatamente e rinnovo i complienti
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0 #11 Nico_ 2016-04-13 18:35
Citazione enio:
salve sign. nico mi puo'spiegare che significa fortunatamente quando parla del ripristino del profilo del duce???

Ciao Enio, volevo intendere che non serve andare a rovinare ancora la montagna, visto che è anche Riserva Statale ora, per ravvivare il turismo. Per fare quello bisogna trovare strade più eco-sostenibili .
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0 #10 enio 2016-03-27 16:02
salve sign. nico mi puo'spiegare che significa fortunatamente quando parla del ripristino del profilo del duce???
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+1 #9 Michele 2014-12-18 11:02
Citazione Nico:
Citazione Michele:
Ciao Nico, ho intenzione di fermarmi al Furlo per un'escursione nella Gola a metà dicembre. Abbiamo un bambino (9 mesi) in passeggino con noi. Pensi che sia praticabile? Potremmo avere problemi con cinghiali, lupi o vipere? Grazie per la tua risposta e per il tuo splendido sito, molto più esaustivo di quello "ufficiale".

Ciao Michele :) I tuoi complimenti non possono che far piacere! Grazie.
Per quanto riguarda la Gola: con il passeggino non hai nessun problema per percorrere la strada dal paese Furlo alla Diga. E' stata riaperta da qualche mese per il solo passaggio di pedoni e biciclette, quindi riuscirai ad usufruire della massima tranquillità, visto che le auto non possono passare. :) Riguardo agli animali, non ci sono pericoli, la zona è sempre un via vai di persone.. loro si tengono alla larga da questi posti. Buona passeggiata! :)


Grazie infinite.
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0 #8 Nico 2014-10-27 14:04
Citazione Michele:
Ciao Nico, ho intenzione di fermarmi al Furlo per un'escursione nella Gola a metà dicembre. Abbiamo un bambino (9 mesi) in passeggino con noi. Pensi che sia praticabile? Potremmo avere problemi con cinghiali, lupi o vipere? Grazie per la tua risposta e per il tuo splendido sito, molto più esaustivo di quello "ufficiale".

Ciao Michele :) I tuoi complimenti non possono che far piacere! Grazie.
Per quanto riguarda la Gola: con il passeggino non hai nessun problema per percorrere la strada dal paese Furlo alla Diga. E' stata riaperta da qualche mese per il solo passaggio di pedoni e biciclette, quindi riuscirai ad usufruire della massima tranquillità, visto che le auto non possono passare. :) Riguardo agli animali, non ci sono pericoli, la zona è sempre un via vai di persone.. loro si tengono alla larga da questi posti. Buona passeggiata! :)
Citazione
+1 #7 Michele 2014-10-25 12:54
Ciao Nico, ho intenzione di fermarmi al Furlo per un'escursione nella Gola a metà dicembre. Abbiamo un bambino (9 mesi) in passeggino con noi. Pensi che sia praticabile? Potremmo avere problemi con cinghiali, lupi o vipere? Grazie per la tua risposta e per il tuo splendido sito, molto più esaustivo di quello "ufficiale".
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0 #6 Nico 2014-04-29 10:28
Citazione giampietro:
IO ho avuto la fortuna di passarci,con la mia famiglia nel 1977,dove si vedeva ancora il profilo del duce,adesso lavoro nella citta di Rimini,e quando scendo giù in provincia di Frosinone,passo sempre al passo del furlo,a fare una sosta,mi ricorda l'adolescenza,e poi da li,vado ad ORTE a prendere ,L'autostrada,il furlo mi da serenità,è incantevole,il fiume è pieno di pesciolini,e trote,che da ragazzino,pensavo come prenderle.

Grazie per il tuo commento Giampietro! Sì.. anche a me piace fare le strade più lente e panoramiche anziché la superstrada, se posso. E quando passo da quelle parti evito sempre la galleria e passo alla Gola, perché è un posto che ti mette in pace con te stesso :)
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+1 #5 giampietro 2014-04-28 20:50
IO ho avuto la fortuna di passarci,con la mia famiglia nel 1977,dove si vedeva ancora il profilo del duce,adesso lavoro nella citta di Rimini,e quando scendo giù in provincia di Frosinone,passo sempre al passo del furlo,a fare una sosta,mi ricorda l'adolescenza,e poi da li,vado ad ORTE a prendere ,L'autostrada,i l furlo mi da serenità,è incantevole,il fiume è pieno di pesciolini,e trote,che da ragazzino,pensa vo come prenderle.
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