Download Free Templates http://bigtheme.net/ Websites Templates

Monteluco di Spoleto: il bosco sacro e l’Eremo di San Francesco

Fig.8Cellafrancesana

Eremo di Monteluco, cella francescana, Spoleto (PG), Umbria| Ph: Fabiola Cogliandro 

Sin da quando ero bambina, nelle belle e calde giornate d’estate, mia nonna mi portava su un monte, per fare una passeggiata nei boschi, per vedere da lassù tutta Spoleto, per dire una preghiera nel piccolo santuario. Ma non era un monte qualsiasi. Quei lecci secolari che attraversavamo cercando ghiande e piccoli ramoscelli, quei sentieri appena tracciati che percorrevamo per arrivare dalle pendici fino alla cima della montagna, erano stati attraversati nel corso del ‘200 da San Francesco d’Assisi che elesse questo luogo impervio e romito a santuario dove ritirarsi in solitudine in compagnia di un ristretto numero di frati.

Stampa Email

Lo scultore Panati: diamo forma alla sua memoria

 1

 Monumento a Lauro Rossi in piazza Lauro Rossi a Macerata. Ph: Lucia Paciaroni

Sono passata molte volte per quella piazza, piccolissima, in pieno centro storico. Il noto compositore ed io ci siamo sempre guardati di sfuggita. Lui, immobile, collocato al centro di quella piazzetta nascosta, con il suo busto in bronzo su di un basamento in pietra, ed io tutti i giorni a passargli di fronte con passo veloce.

Non mi ero mai fermata in piazza Lauro Rossi, a Macerata, in quel luogo intitolato al musicista maceratese al quale è dedicato anche il teatro principale della città.

La storia che mi ha portato in quel posto, però, non parte da Lauro Rossi, ma da chi ha realizzato il monumento che lo rappresenta, lo scultore maceratese Carlo Panati.

Lo scorso 28 ottobre, infatti, l’Università degli Studi di Macerata ha organizzato un interessante convegno presso l’antica biblioteca rivolto agli studenti e dedicato proprio alla figura e all’opera di Panati (1850-1935). Sono intervenuti il professore Giuseppe Rivetti, Presidente del Corso di Laurea in Teorie, Culture e Tecniche per il Servizio Sociale, l’archeologa Margherita Corrado e lo scultore Elio Malena.

Stampa Email

La Chiesa di San Pietro in Valle a Fano: "galleria di rare pitture"

1

Fano, Chiesa di San Pietro in Valle. Ph: Fabiola Cogliandro

Percorrendo via Nolfi, uno dei cardini più importanti dell’antica Fanum Fortunae, incontriamo la seicentesca chiesa di San Pietro in Valle, la cui facciata incompleta in laterizio e il portale dalle forme semplici e spoglie, nulla lasciano intuire sulla sfavillante ricchezza decorativa dell’interno. Ci induce invece subito a pensarlo l’identità della committenza, la Congregazione dell’Oratorio dei Padri Filippini fondata a Roma nel 1575, che ha trovato nella figura del nobile fanese Girolamo Gabrielli (1561-1629), primo fondatore e guida della Congregazione a Fano, l’artefice della costruzione dell’edificio nel primo decennio del Seicento. Le chiese filippine, infatti, si caratterizzano per una profusione nell’utilizzo di marmi policromi, in una combinazione di dipinti, affreschi e decorazione plastica e scultorea di cui la nostra non è da meno. Risuonano pertanto ancora vive ed eloquenti le parole dello storico ed abate Luigi Lanzi (gesuita e archeologo originario di Treia in provincia di Macerata) che la definì “galleria di rare pitture” nel suo volume Storia pittorica della Italia edito sul finire del Settecento. Perché certamente rare e prestigiose dovettero esserlo - e lo sono ancora - agli occhi di nobili, prelati e semplici cittadini, oltre gli affreschi che tutt’ora si ammirano, le tele che ornavano gli altari delle cappelle gentilizie realizzate da nomi di primissimo piano nel panorama artistico Sei - Settecentesco, quali Guido Reni, Giovanni Francesco Barbieri detto Guercino, Simone Cantarini, Giovanni Francesco Guerrieri.

Stampa Email

Lasciate ogni smartphone, o voi che entrate: Eremito, un albergo digital detox

1 

 Eremito Hotelito del Alma: interni, Parrano, Umbria. Ph: Lucia Paciaroni

Il silenzio mi ha lasciata senza parole. Per giorni non ho saputo come raccontare quella pace e quell’armonia che si erano posate su di me. Il silenzio mi è entrato dentro come se fosse la cosa più naturale del mondo non appena ho varcato la soglia di quel luogo immerso in 3.000 ettari di bosco.

Stampa Email

Santa Maria di Portonovo: la perla dell'Adriatico

1

 Santa Maria di Portonovo. Ph: Nicola Pezzotta

Di giorno bianca di quella candidezza abbacinante che, per non restare accecati, ti fa coprire gli occhi con la mano. Qualche gabbiano urla il suo disappunto per la tua presenza in quel posto. Profumo di resina e pini.

Di notte silente e misteriosa. Civette e gufi cantano e ti scrutano nascosti nella vegetazione della macchia mediterranea. La luce proveniente dall’interno ti spinge ad entrare e nel momento in cui superi la soglia sembra quasi come farsi avvolgere da un caldo abbraccio.

Una cosa, però, è sempre presente in sottofondo, di giorno e di notte. Basta accostarsi alla parete nord. Lo senti?

E’ il rumore del mare. Lì sotto, davvero a due passi da te.

Già solo questo fatto la renderebbe unica, ma c’è molto di più.

Stampa Email

Attraverso la montagna: le grotte del Monte Cucco

 1

 Grotta del Monte Cucco. Ph: Nicola Pezzotta

Ero già emozionato al solo pensiero di scoprire un altro luogo meraviglioso a me ancora sconosciuto come il Monte Cucco. Ci pensavo da giorni ormai: “come sarà tornare nelle profondità della Terra? Risulterà impegnativo? Cosa vedrò?” Dopo aver visitato una decina di volte le Grotte di Frasassi uno potrebbe pensare di averne abbastanza, che magari tutte le altre cavità in Italia o nel Mondo siano simili a quella, che vista una le hai viste tutte. Niente di più sbagliato. 

Quando mi avventurai, insieme ai miei amici, con la visita speleologica percorso azzurro, alle Grotte di Frasassi, nel Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi (ne puoi leggere il racconto qui: Avventura speleologica alle Grotte di Frasassi: il percorso azzurro) l’emozione è stata forte perché era la prima volta che facevo lo “speleologo”. Non che fossi un vero e proprio speleologo! Quelli veri quando si avventurano nelle grotte non sanno dove queste porteranno, se magari dietro una strettoia ci sarà una camera enorme piena di concrezioni dalle variegate e bellissime forme o se quel rumore che sente in sottofondo sarà una alta e fragorosa cascata. Ma per un attimo, solo per il fatto di essermi vestito come loro, aver messo il caschetto con la torcia frontale e aver toccato con i miei scarponi il suolo della grotta, come fossi un astronauta del sottosuolo, mi sono sentito uno speleologo. In fondo spesso si comincia così ad amare una disciplina, a piccoli passi.

Stampa Email

Il Monastero di Fonte Avellana: luogo di spiritualita'

 1

 Monastero di Fonte Avellana. Ph: Nicola Pezzotta

Ne stavo parlando proprio in questi giorni con una mia cara amica: “Abbiamo bisogno di andare da qualche parte dove non ci conosce nessuno, lontano, per pensare un po’ a noi stessi e a quello che vogliamo veramente”. Il primo luogo dalle nostre parti che mi viene in mente è sempre il Monastero di Fonte Avellana.

Non è facile parlare del Monastero di Santa Croce di Fonte Avellana senza risultare superficiali e incompleti. Per ciò che riguarda il monachesimo nelle Marche, la sua storia è talmente vasta ed importante che il solo pensiero di inoltrarsi in questo campo mi disorienta. Vi dico la verità, ho avuto molta difficoltà nello scrivere quest’articolo perché le cose da dire potrebbero essere molte e la paura di andare completamente da un’altra parte era grande.

Quindi ho deciso di parlarvi del Monastero "per pensieri". Cose che ho letto e che ho provato, gettate lì alla rinfusa, cercando di incuriosirvi e rimandandovi ad approfondire l’argomento e, quindi, inevitabilmente a visitarla.

Stampa Email

La torre civica di Macerata: un ritorno al passato con il nuovo orologio

 1

 La torre civica in piazza della Libertà a Macerata

Quella che sto per raccontarvi è una storia che ci riporta al 1500, in una piazza di una città, dove non si discuteva ancora di telecamere si, telecamere no, di pedonalizzazione o di parcheggi.

La piazza era un luogo di incontro, un posto dove passeggiare, incontrarsi e parlare. Una piazza dove, allo scoccare di ogni ora, si stava con naso all’insù per ammirare l’orologio realizzato dai fratelli Ranieri, maestri di grande fama.

La famiglia Ranieri, infatti, era molto famosa per l’esecuzione e la lavorazione di orologi meccanici, e ad essa va il merito di aver introdotto in Italia automi semimoventi a decorazione degli orologi civici.

Le abili ed esperte mani di questi maestri orologiai avevano realizzato l’orologio di piazza San Marco a Venezia e quelli di Ferrara, Reggio e della città di cui vi sto parlando, Macerata. Qui, in piazza della Libertà, lo avevano costruito con cinque figure lignee raffiguranti la Madonna col Bambino, i Re Magi ed un Angelo.

Stampa Email

Servigliano: Palazzo Filoni

1

Palazzo Filoni: particolare dell'altana. || Foto di Simona Pezzotta

Lo scorso autunno ebbi il piacere di visitare la piccola cittadina di Servigliano con una guida d’eccezione, il prof. Angelo Paci. Lo incontrai per caso, nel mio girovagare per il piccolo borgo in compagnia di Luigi Bracalenti, proprietario del b&b Angela Garden. Ed è proprio Luigi che devo ringraziare se il professore accettò, senza esitazione alcuna, di farmi da Cicerone per l’intera mattinata.

Il profondo amore che lega il professore alla natia Servigliano e la grande generosità intellettuale è ciò che colpisce immediatamente. Sarei stata ore ad ascoltarlo parlare di linguistica, di come il passaggio dei vari popoli abbia influenzato la nostra lingua, lasciando tracce evidenti anche nel dialetto … ma questa è tutta un’altra storia!

2

Palazzo Filoni: finestre del piano nobile. || Foto di Simona Pezzotta

Torniamo alla visita del borgo. Il professore, con una dovizia di particolari mai sperata, mi ha accompagnata, angolo per angolo, strada per strada, alla scoperta dell’antico castello, Castel Clementino, facendomi compiere un vero salto nel passato, un passato dagli avvincenti ed inattesi tratti.

Stampa Email

Ti potrebbe interessare anche...

Iscriviti alla Newsletter

Entra in contatto

Contattaci

info@coninfacciaunpodisole.it
Contatto Skype (Nico): nico_pezzotta
Nico: +39 333 36 26 495

Vieni a trovarci

Strada Faleriense, 4265
63811 Sant'Elpidio a Mare (FM)

Quando puoi trovarci

Lun - Dom
24 ore su 24