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Alla ricerca degli Eremi nelle Gole del Salinello sotto una pioggia scrosciante

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 Eremo di Santa Maria Scalena, Gole del Salinello, Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Ph: Nicola Pezzotta

“Ciao Luca, allora domani ci facciamo questo giretto, che dici? Il tempo non è proprio dei migliori, ma il cielo ad una certa ora dovrebbe aprirsi”. “Ma sì, andiamo!”.

In questo modo iniziò la storia della giornata più piovosa che abbiamo mai incontrato durante un’escursione.

Siamo ancora noi, io e Luca, compagni di avventure da un po’ di tempo e la nostra meta sono gli Eremi delle Gole del Salinello nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Questa è una delle più frequentate escursioni dell’area dei Monti Gemelli, sicuramente per i suoi canyon e per l’aria fresca all’interno delle gole che dà refrigerio soprattutto nelle afose giornate estive. Di solito è così, ma non oggi: il sole non si vede proprio nel cielo e quando arriviamo al parcheggio, davanti ad una chiesa del paese di Ripe di Civitella, ci rendiamo conto che saremo soli nella nostra “gita”.

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L'Eremo di San Leonardo/1: Oggi

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Il fiume Tenna scorre fragoroso tra le strapiombanti pareti calcaree. Il sole non riesce a far arrivare i suoi raggi fin quaggiù. Il rombo dell’acqua che sbatte sulla roccia è assordante ed anche l’animo inizia ad essere in tumulto. Per arrivare qui hai dovuto scendere sempre di più, proprio come se entrassi nell’inferno dantesco. Immagini scritto da qualche parte “…Lasciate ogne speranza, voi ch' intrate.”. Non a caso questo luogo è chiamato da qualche tempo “Infernaccio”. Ti dici "un motivo ci sarà".

Senti l’emozione crescere e non capisci se è angoscia o adrenalina. Forse un miscuglio delle due. Per un attimo credi che l’inquietudine prenda il sopravvento, ma ecco il tuo amico a ridestarti dai tuoi pensieri. Ti dice: “Sono qui dietro di te”, e senti crescere la tua forza interiore.

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L’ arte antica in una visione moderna a Palazzo Buonaccorsi a Macerata

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Palazzo Buonaccorsi, Macerata. Ph: Lucia Paciaroni.

Non capita spesso di fare i turisti a casa propria, o almeno, a me è capitato tardi, ma non troppo per non recuperare. E così ho iniziato a stare con il naso all’insù, a sbirciare tra i vicoli, a fermarmi davanti ad un palazzo. Ho iniziato a visitare la mia città.

La mia Macerata è timida, la sua bellezza si scopre lentamente, e diventa dirompente subito dopo un viale o oltrepassando un arco. Oppure decidendo di entrare in un palazzo, anch’esso pronto a svelarti sfacciatamente la sua bellezza una volta superato l’ingresso.

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 Sala dell'Eneide, Palazzo Buonaccorsi, Macerata. Ph: Lucia Paciaroni.

Un palazzo come il settecentesco Buonaccorsi, alle porte del centro storico, proprietà del Comune dal 1967 e sede dell’Accademia di Belle Arti fino al 1997. Oggi ospita il Museo della Carrozza (aperto a dicembre 2009) e la raccolta d’arte antica e moderna.

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L'Eremo di San Leonardo/2: Estate 1972

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 Padre Pietro, il 'muratore di Dio'. Foto dal Libro 'Lassù sui monti'

Francesco si sta allontanando dal paese di Rubbiano. Sono le 10 di mattina di una fresca giornata estiva. Siamo a circa 1000 metri s.l.m. ed è sempre rigenerante l’aria a questa quota, anche in estate. Anzi, soprattutto in estate quando giù sulla costa l’afa non dà tregua. Ma più Francesco si inoltra verso l’ingresso di quella gola che tutti chiamano Infernaccio e più la temperatura scende. Al punto tale da dover indossare un maglione che fortunatamente aveva con sé nella sua bisaccia.

Quello che lo sta portando in un luogo tanto ameno e isolato è la curiosità. Ciò che la gente racconta in città da ormai un anno lo deve vedere con i suoi occhi. Il giorno prima un abitante di Rubbiano, che lo ha ospitato per la notte come se fosse uno di famiglia, gli raccontò: “E’ proprio così! Arrivò da Montefortino l’anno scorso su di una moto e io lo ospitai a casa mia per la notte. La sua determinazione era chiara, bastava guardarlo negli occhi. Non mi chiese niente, ma sentivo la necessità di aiutarlo e gli diedi quel poco che potei: un tozzo di pane. Il giorno seguente quest’uomo ripartì alla volta dell’antico Monastero di San Leonardo al Volubrio, situato su una balza rocciosa al di sopra della Gola dell’Infernaccio”.

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Puro stile neogotico. Bournemouth e l'arte nell'eta' Vittoriana

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 Bournemouth, Chiesa di San Pietro, esterno. Foto di Fabiola Cogliandro

C’è una chiesa, nel centro di Bournemouth, città a sud dell’Inghilterra nella regione del Dorset, che ci conquista immediatamente per il suo carattere di antica chiesa medioevale e per il verticalismo espresso nella guglia che svetta dalla torre fendendo l’aria con i suoi 61,5 metri di altezza.

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 Bournemouth, Chiesa di San Pietro, interno. Foto di Fabiola Cogliandro

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Le origini di Colfiorito: i Plestini, Plestia e Santa Maria di Pistia

Terra di passaggio e di confine. Culla di civiltà. Luoghi di prosperità, ma anche teatro di cruenti battaglie. Luoghi di morte e di rinascita. Tutto questo sono i “Piani di Colfiorito”.

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Parco Regionale delle Paludi di Colfiorito | Ph: Nicola Pezzotta

Ci troviamo al confine tra le Marche e l’Umbria: una parte è sotto il comune di Serravalle di Chienti (Marche) e l’altra sotto il comune di Foligno (Umbria). Quella che oggi possiamo ammirare è una bellissima serie di altopiani di circa 9.000 ettari complessivi, in parte coltivati, che durante la stagione primaverile si trasforma in una distesa infinita di colori. Non è altro che lo sbocciare dei fiori che tappezzano i campi coltivati e non. Anche per questo motivo è detta la piccola “Castelluccio” (da Castelluccio di Norcia, località molto più nota, situata nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini).

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Castelli e country houses nel sud dell’ Inghilterra

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 Christchurch, Casa normanna, 1160 ca. Ph: Fabiola Cogliandro

Proseguiamo la nostra esplorazione del sud dell’Inghilterra lasciandoci alle spalle la frenesia della modernità per rivivere, anche solo per pochi istanti, nell’epoca dei Normanni, la popolazione di origine germanica proveniente dai paesi del nord che ha lasciato in Christchurch, piccola città a 7 km circa da Bournemouth, nel Dorset, significative e suggestive testimonianze. Di quella antica dominazione serbano memoria i resti di una casa normanna (uno dei rari esempi di costruzioni domestiche in Inghilterra), di una Grande Torre che dominava un tempo l’intera area, e la Chiesa, la cui importanza nel corso dei secoli determinò la denominazione del borgo in Christchurch, chiesa di Cristo.

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 Christchurch, Casa normanna, 1160 ca. Ph: Fabiola Cogliandro

La Casa Normanna venne costruita nel 1160 circa all’interno del Castello per ospitare il ‘Lord’ di Christchurch e per ricevere, in solenni occasioni, la visita del Re d’Inghilterra. Nella ‘Hall’ che costituiva la stanza principale, possiamo ancora vedere la canna fumaria del camino, dalla inusuale forma circolare, e alcuni dettagli decorativi nelle finestre, quali esili colonnine e intagli geometrici nelle cornici degli archi.

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L'Abbazia di S. Emiliano in Congiuntoli: dall'oblio ad una sorprendente rinascita

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 Sant'Emiliano in Congiuntoli | Ph: Nicola Pezzotta

“Nel mondo nulla di grande è stato fatto senza passione” dice Friedrich Hegel nel 1833. E qui a Sant’Emiliano in Congiuntoli è accaduto proprio “qualcosa di grande”. La passione di un ragazzo, Alessandro Simonelli, è riuscita a far riaprire un’antica Abbazia da lungo tempo persa nell’oblio. Ogni giorno si fa in quattro per far conoscere il luogo, portare visitatori, raccontarne la sua storia millenaria, organizzare eventi di grande risonanza, che in qualche modo, anche solo per il tempo di un paio d’ore, hanno la capacità di ricreare l’atmosfera degli anni di antico splendore. Il tutto per un’infinita passione; per evitare che un gioiello come questo rimanesse nel dimenticatoio. Devo dire che lo sento molto vicino, perché crede nelle stesse cose a cui io credo. Anch’io come lui ho cominciato e continuo a fare quello che faccio per passione.

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Ieri e Oggi/2: Sant'Elpidio a Mare

Questa pagina sarà dedicata interamente a Sant'Elpidio a Mare e l'aggiornerò di volta in volta, come mi capita sotto mano qualche bella immagine antica della città. Lo stesso farò per l'altro articolo già precedentemente pubblicato: Ieri e Oggi/1: Porto Sant'Elpidio.

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Sant'Elpidio a Mare, Corso Baccio, 1908-2014 [Edizioni I. Bozzoni - Nicola Pezzotta]
L'antico nucleo di Sant'Elpidio a Mare sembra risalire al 1200, quando si attesta anche il periodo di maggiore prosperità della città. Città che, l'8 settembre 1377 andò quasi completamente distrutta dalle truppe mercenarie di Rinaldo da Monteverde, assoldate dalla vicina e potente Fermo. L'attuale impianto del Centro Storico è stato edificato in epoche successive a questa data dai superstiti dell'eccidio e soprattutto grazie agli aiuti economici elargiti dallo Stato della Chiesa (di cui Sant'Elpidio fece parte fino all'Unità d'Italia).

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