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Monti Sibillini: un'escursione insolita, per esperti, sul Monte Bove

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 Il Monte Bove Nord dalla Val di Panico.

Un’escursione ad anello molto suggestiva, da farsi nel periodo con più ore di luce e dal mattino presto, come abbiamo fatto noi. Un’immersione nei Sibillini meno conosciuti e se ci andate d’estate non avrete la folla che incontrerete invece al Lago di Pilato, all’Eremo di San Leonardo o a Castelluccio di Norcia.

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Marco Pantani e il Carpegna

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La salita finale al Monte Carpegna. Ph: Nicola Pezzotta

Ricordo che avevo 16 anni ed ero estasiato davanti alla tv.

Davanti a quell’omino pelato che schizzava sulle salite come  se non fossero poi così impegnative.

Lo ricordo come se fosse ieri.

“Eccolo che va! Eccolo che parte!”. Pomeriggi interi ad aspettare quell’istante.

Il prima e il dopo erano insignificanti davanti all’esplosione di adrenalina di quell’attimo.

Mi alzavo anch’io dal divano saltellando e dicendo “vai Marco, vai!”.

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Pietrarubbia: la rinascita di un borgo

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Montefeltro dalla salita al Monte Carpegna. Al centro in fondo Pietrafagnana o "Dito del Gigante".

Sballottati qua e là nel pulmino saliamo la tortuosa strada che dal mare ci porta a Carpegna, piccolo centro del Montefeltro cerniera nord della regione Marche (a nord e ovest c’è l’Emilia Romagna, a sud la Toscana). In questa grigia e uggiosa, nonché piovosa, giornata autunnale, la foschia copre quasi ogni cosa e non ci rendiamo conto esattamente di dove ci troviamo.

Fino a che, tra le nebbie, alla nostra sinistra spunta un “torrione” o quello che noi pensavamo fosse una torre costruita dall’uomo. E’ Pietrafagnana o il “Dito del Gigante”.

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Scienza e storia nel Museo del Balì di Saltara: "Vietato NON toccare"

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Illusioni ottiche tra le stanze della villa. Ph: Nicola Pezzotta

Il Museo

Qual è il funzionamento del pendolo di Foucault? Cosa si nasconde dietro la nostra percezione visiva? Quali sono le nozioni matematiche e le leggi fisiche che regolano quotidianamente la nostra vita? Per alcuni di noi possono sembrare domande un po’ ostiche, che ci riportano alle temute interrogazioni sui banchi di scuola, a formule e nozioni talvolta incomprensibili. Ma non per il Museo della scienza del Balì.

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Il Sistema Provinciale d'Arte Contemporanea nelle Marche. SPAC quale futuro?

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Urbania, Teatro Bramante. Da sinistra: Gilberto Santini, Roberto Paci Dalò, Massimo Mattioli, Giovanni Gaggia, Camilla Falcioni

Qual è il futuro dell’arte contemporanea nelle Marche? E, nello specifico, quale sarà il destino dello SPAC - Sistema Provinciale Arte Contemporanea della Provincia di Pesaro e Urbino, la sola ed unica Rete di arti visive contemporanee a livello regionale? Queste e molte altre le domande al centro dell’incontro SPAC quale futuro? Il Sistema Provinciale d’arte Contemporanea si interroga, tenutosi ieri 1° dicembre 2015 negli spazi del Ridotto del Teatro Comunale Bramante di Urbania (PU).

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Alta Via delle Marche: diario di viaggio. Quarta ed ultima settimana

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Il team dell'Alta Via delle Marche al completo: Nicola Pezzotta, Luca Marcantonelli, Ruben Marucci, Fabiola Cogliandro, Elisa Romanelli e Lucia Paciaroni

E' arrivata. Questa è la quarta ed ultima settimana del progetto "Alta Via delle Marche - Racconti dall'Appennino". Descrivere questa esperienza, che sta per giungere al termine, significa parlare di allegria, di risate, di amicizia, ma anche di sudore, crisi e sconforto. Come in tutte le esperienze, anche noi, abbiamo dovuto affrontare situazioni difficili, ma siamo riusciti a trarre un insegnamento positivo anche da queste. 

Saluteremo questa Alta Via delle Marche (ma è solo un arrivederci!) con la consapevolezza che, a tutti noi, ha dato qualcosa di molto importante, che non dimenticheremo mai e che conserviamo dentro di noi. Ci ha dato un ricordo felice. 

Prima di salutarla, però, dobbiamo attraversare nuovi sentieri e cime. Questa settimana cammineremo per molti chilometri in un Parco Nazionale che conosciamo molto bene, quello dei Sibillini, e arriveremo nel Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. Per la prima volta a raccontare sarà anche la nostra amica Elisa, di cui tante volte avete letto negli appunti di viaggio degli altri ragazzi dell'Alta Via delle Marche.

LEGGI ANCHE -> Progetto "Alta Via delle Marche - Racconti dall'Appennino" 

LEGGI ANCHE LE PUNTANTE PRECEDENTI -> "Alta Via delle Marche: diario di viaggio. Prima settimana", "Alta Via delle Marche: diario di viaggio. Seconda settimana" e "Alta Via delle Marche: diario di viaggio. Terza settimana".

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Valle dell'Elce: un'escursione tra arte e natura

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Sasso Pozzo

Il meteo non lasciava speranze, “piogge da moderate a intense tutto il giorno”. Così si prospettava la vigilia di Pasqua secondo tutti i siti specializzati.  

Il buon senso mi avrebbe dovuto suggerire di restare al caldo, a casa, a curarmi un misto di raffreddore tosse e sinusite.

Ma proprio per quel giorno avevamo programmato l’escursione alla Valle dell’Elce e non me la volevo perdere.

Perché?

Beh, perché la stavamo rimandando da almeno tre anni e perché è una di quelle escursioni che unisce al piacere di passeggiare in montagna anche la possibilità di scoprire sia bellezze architettoniche che particolarità geologiche e paesaggistiche.

Una di queste è il Sasso Pozzo, una cavità sul fianco di una parete rocciosa da cui si forma una scenografica cascata in occasione d’intense precipitazioni. L’evento è abbastanza raro ma, considerando le previsioni meteo, c’era la speranza di vederlo in “attività”.

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Stagioni di vita al Sasso Simone

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Il Sasso Simone

Il Sasso Simone e Simoncello, con il territorio circostante, rappresentano uno dei tanti, ma preziosi, spazi liberi e selvaggi che ancora l’Appennino protegge, oasi in cui si ravvisa la primitiva bellezza della natura.

Il Sasso di Simone (e il Simoncello) è un complesso calcareo al confine tra le Marche e la Toscana e anche al confine tra il Parco Interregionale del Sasso Simone e Simoncello (Emilia Romagna e Marche) e la Riserva Naturale Sasso di Simone (Toscana). E’ chiaro che, al di là di confini amministrativi, c’è un interesse comune a proteggere il più possibile le bellezze naturali dell’area.

Quello che colpisce, oltre alla elevata importanza naturalistica dell’area (sono presenti SIC, ZPS e Aree Floristiche Protette) sono i resti di un qualcosa costruito dall’uomo che possiamo rinvenire sulla sommità del Sasso.

“Quei resti, quella storia in gran parte impalpabile, costituisce ancora oggi, nel bel mezzo di un ambiente naturalistico di eccezionale valore, la meta di quanti avvertono il fascino del bello e il mistero delle cose mai assaporate o assaporabili fino in fondo”.

Cosa è avvenuto nel passato da queste parti? Chi ha vissuto quassù?

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Expo Milano 2015: la nostra classifica

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Padiglione Zero

Alla fine, prima della sua chiusura, anche una parte del nostro team è riuscita ad andare all’Expo 2015 di Milano.

Sono del parere che, indipendentemente da tutto quello che è successo prima dell’inizio di questo evento internazionale e da ciò che si vuol pensare del nostro paese, vedere un’esposizione universale è una cosa che non capita tutti i giorni. Poi in Italia! E’ un’occasione da prendere al volo.

Quella che abbiamo stilato qui sotto è una nostra personalissima classifica dei padiglioni che siamo riusciti a vedere in una giornata e mezza.

Vorrei, inoltre, premettere un’altra cosa. Probabilmente non abbiamo visto la Fiera al suo massimo splendore a causa di una delle giornate peggiori, meteorologicamente parlando: il tempo è stato davvero inclemente scaricando su di noi tutto quello che aveva. Nonostante le zone coperte e gli ombrelli, ci siamo ritrovati completamente fradici più volte nell’arco della giornata.

Comunque sia, tra temporali e tempeste di vento impetuose, siamo entrati in 12 padiglioni.

Nella sera prima della visita clou all’Expo, utilizzando il biglietto ridotto e siamo riuscita a vedere, oltre a qualche padiglione, lo spettacolo notturno, molto suggestivo, dell’accensione dell’Albero della Vita.

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