Download Free Templates http://bigtheme.net/ Websites Templates

Il mare non ti parlerà | 2015

 p 747

Attraversare la costa marchigiana da nord a sud in un viaggio solitario per scoprire, conoscere, esplorare il territorio. Nel suo ultimo libro Il Mare non ti parlerà. Un pellegrinaggio laico: la costa marchigiana dal San Bartolo alla Sentina attraverso il Conero (Aras Edizioni 2015), Massimo Conti, autore del romanzo Traversine edito nel 2011, racconta la sua impresa: percorrere a piedi l’intero litorale, partendo dalla località di Gabicce in provincia di Pesaro per arrivare alla Riserva Naturale della Sentina di Porto d’Ascoli.

 Stampa  Email

Glossarietto di vocaboli dialettali fermani | 2010

 glossarietto

Glossarietto di vocaboli dialettali fermani

Pietro Cipriani
a cura della Società Operaia di Fermo
2010

  

Si sente spesso dire che il dialetto stia scomparendo, stia morendo: permettetemi di dissentire.

Il dialetto è il registro linguistico che si sceglie quotidianamente per parlare con gli amici, la famiglia. E’ lo strumento che meglio di altri esprime la cultura di un territorio. Il dialetto, i suoi accenti, le intonazioni e cadenze, si acquisiscono quasi per imprinting fin da piccoli. Molti gruppi hanno scelto di musicare testi dialettali. Il teatro poi costituisce il naturale e prolifico palcoscenico di molte opere in vernacolo. Anche il web è stato coinvolto da questa fase di riscatto dialettale.

 Stampa  Email

L'aratro e la barca - Tradizioni picene nella memoria dei superstiti | 2012

{gallery id=aratro}libri_aratro_barca{/gallery}

aratro

L'aratro e la barca
Tradizioni picene nella memoria dei superstiti

Mario Polia
Edizioni Librati
2012

In una società come quella attuale “…tesa a recidere risolutamente il presente e il futuro dal passato”, riprendendo le parole dell’autore, il rischio di perdere per sempre l’immenso patrimonio immateriale costituito da tradizioni, costumi, ritualità, credenze popolari e pratiche magiche, è più che concreto. Da qui nasce l’esigenza di recuperare e conservare un’eredità culturale plurimillenaria identificativa delle nostre radici; un bisogno al quale risponde lo straordinario lavoro di Mario Polia: “L’aratro e la barca”.

Diviso in due volumi, l’opera raccoglie il frutto di una serie di ricerche demo-antropologiche compiute sul territorio piceno, avvalendosi principalmente dello strumento dell’intervista diretta e coinvolgendo gli ultimi superstiti di un mondo, quello rurale e marinaro ascolano, oramai in via di estinzione.

 Stampa  Email

Se chiudo gli occhi | 2014

sechiudogliocchi

"Se chiudo gli occhi" è la storia di un padre, scultore affermato ma uomo inaffidabile e incostante, e di una figlia rassegnata alla sua quotidianità priva di emozioni, che vive barricata dietro le sue piccole certezze. Il viaggio che li porta da Roma verso i Sibillini è lo scenario in cui si dipana il loro rapporto tramite numerosi flashback che a mano a mano ci portano a conoscerli a pieno mentre loro scoprono e riscoprono se stessi e le proprie radici.

 Stampa  Email

Castelli sospesi tra sogno e memoria | 1993

Coldelce, Genga, Monteviole – Serra di Genga, Ripe

 castelli pesaro

“Vidi per la prima volta la Pieve di Sant’Eracliano nel 1972. La prima sensazione fu di stupore e di ammirazione, perché mai mi sarei immaginato di vedere un edificio così imponente ed armonioso in un luogo tanto solitario”. Le impressioni di Leonardo Moretti, autore del libro “Castelli sospesi tra sogno e memoria. Coldelce, Genga, Monteviole – Serra di Genga, Ripe” (scomparso nel 2009), sono le stesse che proviamo nel leggere le descrizioni, restituite quasi sotto forma di racconti, di queste piccole realtà nella provincia di Pesaro. Il nostro stupore è nel costatare come, da una attenta lettura del territorio, si possa, attraverso una approfondita e rigorosa ricerca d’archivio, restituire l’identità di un luogo quando ben poco resta a rammentarci degli antichi insediamenti. Dove ora vediamo solo erbose o aspre colline sorgevano un tempo antichi castelli, piccoli borghi e nuclei abitativi del tutto scomparsi, salvo rare eccezioni come nel caso della Pieve di Sant’Eracliano a Coldelce, ricostruita nel 1840 e oggi in stato di abbandono. Un territorio spogliato del suo passato che rivive grazie alla lettura del materiale storico rintracciato dallo studioso, tra atti notarili, catasti e visite pastorali. Scopriamo così che a Coldelce, il cui nome deriva da Collis Ilicis, cioè Colle dell’elce per la presenza dell’omonima pianta nota anche con il nome di leccio, a 320 metri s.l.m., vi era nel XIV secolo un nucleo fortificato con varie abitazioni ed annessa casa comunale, e poco distante dal castello sorgeva la primitiva Pieve di Sant’Eracliano, di cui si hanno notizie sin dal 1069. Costituiva un piccolo centro alle dirette dipendenze della vicina Urbino, con un’economia prettamente agricola, basata su coltivazioni cerealicole, pastorizia e boschiva e che poteva contare nella seconda metà dell’Ottocento 254 abitanti. Oggi gran parte del territorio si presenta ricoperto da boschi.

 Stampa  Email

Monti Sibillini - le piu' belle escursioni | 2013

monti sibillini lpbe

Come la "Guida dei Monti Sibillini" del 1983, sempre della stessa casa editrice, per molti miei amici veterani della montagna è stata la guida di riferimento per le loro escursioni, questo libro lo è stata per me, già dalla sua prima edizione del maggio del 1992 (ora siamo alla quarta). Ricordo ancora quando da adolescente ero agli inizi del mio percorso escursionistico e mi avventuravo, con il mio mentore, lungo sentieri a me sconosciuti. Una volta arrivato a casa sua spulciando nella biblioteca sono stato catturato proprio da questo libro. Non so per quanto tempo sono rimasto a leggerlo, e appena tornato a casa ho dovuto comprarlo subito.

 Stampa  Email

Chj simo? Da dò vinìmo? | 2004

ChjSimoDoVinimo

Mario: "Belle comme le Fate ma cò le zambe comme le capre".
Peppe: A sindì parlà de quesse t'è piaciuto eh? T'à fatto rengalluzzì. Sì sindìto? Quesse scopava come ricci, non c'era peccatu. Li peccati l'à misti dopo li preti. Quanno non c'era sse tonnecacce se putìa fa tutto.

Mentre lo leggevo per la prima volta non potevo smettere di ridere. Mi capita sempre quando sento parlare delle persone in dialetto e il modo in cui è stato realizzato questo libricino fa davvero immaginare due abitanti di Montefortino che ogni giorno si incontrano per parlare, nel loro modo folkoristico, della storia e dei problemi del paesino; oppure che lo fanno forse solo per farsi un "goccietto" in compagnia.

 Stampa  Email

I templari | 2012

 frale2

Tra i molti argomenti che suscitano la nostra curiosità e che meritano una dovuta attenzione, vi è senz’altro la presenza dei Templari nelle Marche, i cui segni del loro passaggio sono rintracciabili in alcune chiese del territorio, in particolare nell’entroterra di Ancona. Indichiamo la piccola chiesa di Sant’Ansovino, appartenuta all’ordine fin dalla fine del XII secolo, che conserva nella facciata un fregio in cui è inserita una croce astile con sei palle (probabile riferimento ai sei gradi iniziatici dei Templari), o la chiesa di San Vittore delle Chiuse nei pressi di Genga, con la misteriosa presenza del simbolo dell’infinito scolpito in una delle pareti. Per capire l’origine di un ordine che divenne ben presto una delle più potenti istituzioni monastiche, il libro di Barbara Frale di cui presentiamo di seguito una breve recensione, restituisce con rigore scientifico le tappe significative dei Templari svelandoci misteri e verità dei monaci-guerrieri.

 Stampa  Email

La nostra casa sull'Adriatico | 1981

{gallery id=librocasaadriatico}libri_casasulladriatico{/gallery}

lussu 

La nostra casa sull'Adriatico
Lady Margaret Collier Galletti de Cadilhac
Il lavoro editoriale, Ancona
1981

Avete mai pensato come possano apparire ed essere descritti la vita, le abitudini ed i costumi di un italiano se ad osservarli è un inglese? Se poi questo italiano vivesse nelle Marche meridionali all’indomani dall’Unità d’Italia? E se l’inglese fosse una nobildonna londinese, elegante, raffinata e molto colta, più della media delle donne del suo paese?

Figlia di un alto magistrato, Miss Margaret Collier incontrò a Roma un aitante ex-ufficiale garibaldino che aveva combattuto a Custoza ed a Mentana, Arturo Galletti, e se ne innamorò perdutamente; un amore subito e pienamente corrisposto. I due si sposarono ed andarono ad abitare nella cappellania di San Venanzo, una ex-proprietà ecclesiastica nel Comune di Torre San Patrizio. Era il 1873.

 Stampa  Email

Ti potrebbe interessare anche...

Iscriviti alla Newsletter

Entra in contatto

Contattaci

info@coninfacciaunpodisole.it
Contatto Skype (Nico): nico_pezzotta
Nico: +39 333 36 26 495

Vieni a trovarci

Strada Faleriense, 4265
63811 Sant'Elpidio a Mare (FM)

Quando puoi trovarci

Lun - Dom
24 ore su 24