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I laboratori del gusto: marmellate, confetture & Co

Metodi a confronto

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 Gli ingredienti ci sono tutti per realizzare una deliziosa marmellata d'arance, in una versione particolare: con bucce d'agrumi misti. Ph: Nicola Pezzotta

Per quanto tempo devo far cuocere una marmellata? Come capisco quando è pronta? Quanto zucchero devo aggiungere per ottenere un buon risultato? Come garantisco sicurezza e salubrità al prodotto finale? Marmellata, confettura, qual è la differenza?

Questi ed altri quesiti sono stati affrontati nel corso del primo laboratorio del gusto di Con in faccia un po’ di sole, interamente dedicato alle marmellate ed alle confetture. Una completa immersione in un mondo pieno di fascino, un'area del settore dolciario particolarmente ricca di stimoli creativi.

Vini, liquori, spezie, erbe aromatiche, fiori profumati, frutta secca, tutto infatti può contribuire ad arricchire una marmellata o una confettura, accrescendone il profumo, caratterizzandone l’aroma, conferendone singolarità di gusto e consistenze accattivanti; in altre parole rendendola unica.

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Una domenica alla Civica Enoteca Maceratese

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Civica Enoteca Maceratese. || Foto di Simona Pezzotta 

Da tempo intendevo recarmi alla Civica Enoteca Maceratese e domenica 23 giugno si è presentata l’occasione giusta: un nuovo appuntamento di “Che gusto c’è – Il gusto della domenica”. Si tratta di un ciclo di incontri finalizzati a migliorare la conoscenza dei prodotti tipici del territorio marchigiano, di quei prodotti che meglio ci caratterizzano e distinguono, dei “prodotti della nostra terra” insomma, come orgogliosamente ha affermato in apertura dell’incontro del 23 giugno Iginia Carducci, Presidente dell’Associazione Italiana Cuochi per la Provincia di Macerata.

Ogni incontro si caratterizza per la partecipazione di autorevoli relatori (gastronomi, giornalisti, esperti di settore e di tradizioni locali) chiamati, di volta in volta, ad approfondire il tema della serata. L’approfondimento coinvolge tutti i sensi. Prevista infatti, ogni volta, una piccola degustazione di piatti realizzati dai cuochi dell’Associazione, utilizzando proprio i prodotti presentati nel corso della serata, piatti poi accuratamente abbinati dai sommelier dell’A.I.S. ai migliori vini del territorio.

Il tema di domenica 23 giugno è stato “I dolci piaceri della vita: frutta e sani peccati di gola”; un seducente percorso gustativo nell’arte dolciaria. Relatrici della serata le sorelle Di Chiara, Manuela e Lucilla, le quali hanno cadenzato con i loro racconti, capaci di condurci in un vicino passato di tradizioni e ricordi, il susseguirsi di cinque dolci assaggi, frutto della maestria e dell’abilità del Maestro Pasticcere Roberto Cantolacqua.

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Menu a tema: le erbe spontanee. L'esperienza di "Le Logge"

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  Smerillo, Porta Nord. || Foto di Simona Pezzotta

Se parlando di erbe spontanee il primo pensiero è il ricordo di un piatto di erbe di campo cotte, dal gusto amaro e poco gratificanti al palato, un ricordo d’infanzia, uno di quei ricordi poco piacevoli legati al mondo del cibo, allora, con molta probabilità, non avete mai mangiato a “Le Logge”.

Il suo menu a base di erbe spontanee con graditissime incursioni floreali, ha saputo conquistare anche chi notoriamente è poco avvezzo al mondo vegetale, come il mio compagno di avventure gastronomiche.

Sapori decisi, profumi fortemente aromatici e penetranti sono stati abilmente usati ora per accompagnare piatti saporiti dal gusto forte ed intenso come la carne salata al ginepro, creando un’armonia equilibrata di sapori dove nessun ingrediente è prevaricato sull’altro, ora per esaltare pietanze dal gusto più delicato, a tratti scialbo, come nel caso dei ravioli di pollo alla menta, conferendo quella sferzata di sapore necessaria ad attribuire una nota di carattere al piatto.

Ad abbracciare piatti dal gusto più morbido e dolce invece, sapori più delicati, tenui, profumi leggeri, capaci di donare alle pietanze soavità di gusto e di colore: i Campofiloni alla silene bianca ne sono stati un esempio.

Quello compiuto è stato un viaggio tra profumi e colori, tra antichi saperi e vecchie tradizioni, un viaggio che ha avuto inizio presto, fin dal momento del nostro arrivo.

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Monte San Pietrangeli e la festa delle erbe spontanee

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 Uno dei due leoni a guardia della città. || Foto di Simona Pezzotta

 Sede dell’Accademia delle Erbe Spontanee, Monte San Pietrangeli è una cittadina vocata alle erbe spontanee. Qui tutto parla di erbe e di fiori, persino i vicoli!

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 Traversa Zafferano, Monte San Pietrangeli. || Foto di Simona Pezzotta

Tale è l’interesse della comunità per l’argomento che, proprio alle erbe spontanee, è stato dedicato un intero week end di festeggiamenti, il primo del mese di giugno. Escursioni per il riconoscimento delle erbe spontanee, laboratori, spettacoli teatrali aventi come comune denominatore il tema delle erbe, mostra mercato di erbe e fiori, di confetture e formaggi con erbe, di prodotti biologici ed infine piatti da gustare, della tradizione e nuove ricette, tutti rigorosamente con erbe spontanee. Questo l’intenso programma dei due giorni di festa.

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Arte culinaria e melodramma: un connubio tutto da gustare

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 La Civica Enoteca Maceratese, interno. || Foto di Simona Pezzotta

Quinto ed ultimo appuntamento quello di domenica 14 luglio per “Che gusto c’è – Il gusto della domenica", il ciclo d'incontri curati dalla Ex.it, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Macerata, in collaborazione con l’Associazione Italiana Cuochi per la provincia di Macerata. I cinque appuntamenti che sono stati previsti in calendario, hanno avuto, quale ambizioso obiettivo, quello di far conoscere meglio i prodotti del territorio marchigiano, di educare il consumatore ad una scelta ed un consumo consapevoli perché, come ha sottolineato Carlo Cambi a chiusura dell’incontro di domenica, “non bisogna dimenticare che ogni acquisto è, non solo un atto economico, ma anche politico, sociale, antropologico e culturale”. Ogni acquisto dunque andrebbe correttamente ponderato per le numerose implicazioni che comporta.

Se il precedente incontro, quello del 23 giugno, ha accompagnato i presenti in un seducente percorso gustativo nell’arte dolciaria, l’appuntamento di domenica 14 luglio ha condotto nel mondo della musica, tra note e spartiti, permettendo di pregustare, corpo e mente, l’inizio della stagione lirica maceratese. Il tema della serata è stato infatti “Il gusto dell’Opera: arte culinaria e melodramma”.

Carlo Cambi, relatore della serata, con quella vivacità culturale che lo contraddistingue, ci ha trascinato in un vorticoso ed affascinante viaggio nella storia, dove scalchi, suntuosi banchetti e creatività culinaria si sono affiancati ad opere liriche, grandi interpreti e celebri musicisti. Complice in questo percorso lo chef Iginia Carducci, Presidente dell’Associazione Italiana Cuochi per la provincia di Macerata che, con creativa abilità, ha interpretato in chiave culinaria il melodramma, realizzando cinque gustosi assaggi.

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Un incontro inatteso: storie di api e di apicoltori

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Ape su girasole | © Nicola Pezzotta. All rights reserved.

Le api, che mondo affascinante!

Avevo già avuto modo di conoscere la complessa e sorprendente vita sociale di questi insetti, grazie anche alla coinvolgente passione dell’apicoltrice del Country House Salomone di Matelica. Ma mai avrei immaginato di vedere, toccare ed attingere miele da un favo naturale! E che miele! Fluido, chiarissimo, quasi trasparente, delicato, in altre parole acacia.

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Miele d'acacia | © Nicola Pezzotta. All rights reserved.

La tarda primavera è periodo di sciamature e capita spesso che il nostro frutteto venga visitato dalle vecchie regine con il loro seguito di api in cerca di una nuova sistemazione. Si tratta solitamente di una semplice visita, sostando nel frutteto solo poco tempo: mezza giornata o al più un giorno. Questa primavera invece le cose sono andate diversamente. Una colonia di api ha deciso di stazionare stabilmente nel nostro frutteto, facendo del susino la sua nuova abitazione. Approfittando della nostra disattenzione, le api hanno realizzato in breve tempo (secondo l’apicoltore erano trascorsi almeno cinque giorni dalla sciamatura) più favi naturali: cellette perfettamente esagonali saldamente ancorate ad un ramo dell’albero da uno strato di cera, modellate e sagomate seguendo l’andamento del ramo, le sue diramazioni e gomiti, finendo così per inglobare nella struttura ramoscelli, foglie e frutti.

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