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Scienza e storia nel Museo del Balì di Saltara: "Vietato NON toccare"

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Illusioni ottiche tra le stanze della villa. Ph: Nicola Pezzotta

Il Museo

Qual è il funzionamento del pendolo di Foucault? Cosa si nasconde dietro la nostra percezione visiva? Quali sono le nozioni matematiche e le leggi fisiche che regolano quotidianamente la nostra vita? Per alcuni di noi possono sembrare domande un po’ ostiche, che ci riportano alle temute interrogazioni sui banchi di scuola, a formule e nozioni talvolta incomprensibili. Ma non per il Museo della scienza del Balì.

Inaugurato nel 2004 in una villa settecentesca del comune di Saltara, a pochi chilometri da Fano, ci troviamo per le Marche difronte ad un unicum, una piccola ma preziosa isola di scienza progettata seguendo gli standard dei moderni science-center internazionali dove la parola d’ordine è “Vietato NON toccare”.

Il Museo del Balì è, infatti, un museo della scienza interattivo, in cui ognuno di noi nel corso della visita è chiamato a testare con mano le singole postazioni (ve ne sono in totale 40) e mettersi completamente in gioco usando mente e corpo. Dal momento in cui iniziate la visita dimenticate la vostra età anagrafica, quella davvero non conta, e tenete bene a mente la prima regola, non siate timidi, seguita da una seconda regola: date sfogo alla vostra curiosità ed esplorate!

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Illusioni ottiche! Ph: Nicola Pezzotta

Lungo il percorso vengono affrontate tutte le discipline scientifiche, troverete le sale con le illusioni ottiche e sensoriali, le sale della fisica con esperimenti sulla luce e le onde elettromagnetiche o ancora le sale sulla matematica. Quindi entrate come ho fatto io nella Stanza di Ames, giocate con gli specchi, testate le forze della fisica, attraversate il Tunnel Centrifuga. Ad ogni domanda sarà la pratica stessa dell’esperimento vissuto in prima persona a darvi la risposta nel modo più semplice e diretto possibile. Come sottolineato dal personale, “la peculiarità di questo museo è la possibilità di avvicinarsi in maniera divertente e stimolante alla scienza”, ma non solo. Il coinvolgimento delle classi scolastiche, che numerose partecipano con entusiasmo a tutte le attività proposte, fa sì che la visita diventi anche un momento per indagare le attitudini e le personalità degli studenti, i quali chiamati a partecipare svelano con le proprie azioni, e del tutto inconsapevolmente, caratteri di sé stessi che l’attenzione dell’operatore ed educatore museale e degli insegnanti riescono a cogliere al di fuori delle quattro mura della scuola: la visita diventa quindi uno strumento di conoscenza di sé e degli altri.

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Luogo ideale per le scolaresche, ma non solo! Ph: Nicola Pezzotta

Un’attenzione particolare è inoltre riservata all’Astronomia. Il museo ospita un bellissimo planetario dedicato all’astrofisico Giuseppe Occhialini, nativo di Fossombrone, nel quale è possibile osservare un cielo artificiale sotto una cupola di 8 metri di diametro. Grazie ad una serie di spettacoli viene svelato il mondo affascinante dei pianeti e delle stelle, tra scienza e mitologia. All’esterno della villa è stato invece realizzato l’osservatorio astronomico che, grazie all’uso di speciali telescopi, consente l’osservazione in diretta degli oggetti celesti.

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Telescopio all'interno dell'osservatorio. Ph: Nicola Pezzotta

 

La Villa del Balì e la cripta di San Martino

La villa sorge in località San Martino e le sue origini risalgono al secolo XIV, quando la nobile famiglia dei Negusanti divenne proprietaria di una piccola chiesa e delle abitazioni che la circondavano, costruzioni sorte sul luogo dove anticamente è ricordato un “tempietto dedicato a Marte”.

Nella seconda metà del ‘500 Vincenzo Negusanti, vescovo di Arbe e Dalmazia, figura dalla vasta cultura scientifica con una forte passione per l’astronomia, decise di ampliare l’edificio innalzandovi quattro torri, oggi non più esistenti, da dove poter osservare i fenomeni celesti, conferendo alla villa quella connotazione astronomica che la caratterizzerà fino ai nostri giorni.

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Villa del Balì. Ph: Nicola Pezzotta

Nel 1677 l’immobile venne venduto ad Antonio Marcolini, nobile del Balì, e nel  corso del Settecento trasformato nelle sue forme attuali con la doppia scalinata innalzata all’ingresso della villa. Il Balì era un grado degli ordini cavallereschi militari, tra cui l’Ordine dei Cavalieri di S. Stefano Papa e Martire fondato da Cosimo de’ Medici nel 1561 e di cui Antonio Marcolini faceva parte, un dettaglio di notevole importanza perché può aiutarci forse a svelare in parte il mistero delle grotte scavate al di sotto della villa e che proseguono nel prato antistante l’entrata.

Non sono delle grotte qualsiasi come si possono trovare in altri edifici nobiliari delle Marche. Ciò che più ci colpisce dei sotterranei della Villa del Balì, al momento non accessibili al pubblico, ringraziamo pertanto il personale del museo per averceli mostrati, è la loro pianta che corrisponde ad una croce di Lorena con altrettanti bracci che seguono la stessa articolazione. Si tratta di una tipologia di croce con doppia traversa, utilizzata in forme simili dagli ordini cavallereschi, dai Templari prima e in seguito dall’Ordine di Santo Stefano, una croce di colore rosso che veniva applicata sul mantello bianco dei cavalieri. Ma a cosa servivano queste grotte? E quando esattamente sono state costruite? Risalgono agli anni di Vincenzo Negusanti, morto nel 1573, o all’epoca dei Templari come è stato avanzato? Chi le ha progettate certamente aveva in mente scopi ben precisi.

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Saltara (PU), Museo del Balì, grotte sotterranee alla villa. Ph: Fabiola Cogliandro

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Saltara (PU), Museo del Balì, grotte sotterranee alla villa. Ph: Fabiola Cogliandro

Vi sono corrispondenze tra i vari bracci della croce, nicchie e tabernacoli nella muratura, al termine di una galleria si apre una sala quadrangolare con una croce dipinta di rosso sulla volta e al centro del pavimento un pozzetto di oscuro significato. Gli ambienti, noti come la cripta di San Martino, erano forse adibiti alle investiture cavalleresche e alle cerimonie iniziatiche, supposizioni certamente affascinanti che contribuiscono ancor di più a rendere la Villa del Balì un luogo unico, un invito alla scoperta e alla conoscenza. 

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Saltara (PU), Museo del Balì, grotte sotterranee alla villa. Ph: Fabiola Cogliandro

 

Bibliografia: Massimo Agostini, Rita Zengarini, San Martino di Saltara. Intorno alla Cripta, Edizione Grapho 5, Fano, 1994.

 

Maggiori informazioni sul museo, la storia e gli orari di visita potete trovale sul sito: http://www.museodelbali.it/

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