Alta Via delle Marche: diario di viaggio. Seconda settimana

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Arrivano i rinforzi per la seconda settimana dell'Alta Via delle Marche: Elisa, Fabiola e Lucia

All'inizio della seconda settimana dell'Alta Via delle Marche, sabato 13 giugno, siamo ancora nella provincia di Pesaro Urbino. Questa sarà una settimana di nuovi arrivi e di nuove amicizie. Questa sarà una settimana per lo più al femminile perché leggerete dell'arrivo di Lucia, giornalista del blog Con in faccia un po' di sole, e di Elisa, dell'associazione Radici senza terra e del ritorno di Fabiola, altro membro del blog.

Preparatevi a leggere del “sentiero che non c'è”, di panorami mozzafiato, di notti stellate, di borghi, colline e montagne che hanno lasciato il segno dentro di noi (e speriamo lo lasceranno anche dentro di voi). Questa settimana prende il via da un luogo molto suggestivo, il Monastero di Fonte Avellana, per terminare in un altro posto altrettanto suggestivo, l'Abbazia di Valdicastro, in provincia di Ancona.

LEGGI ANCHE -> Progetto "Alta Via delle Marche - Racconti dall'Appennino"

LEGGI ANCHE LA PUNTATA PRECEDENTE -> "Alta Via delle Marche: diario di viaggio. Prima settimana"

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Torri, il palazzo che fu l'alloggio di Murat e Napoleone

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Particolare del soffitto di Palazzo Torri

A Macerata, ieri, era una di quelle domeniche da coperta e divano, da tisana e film, uno di quei film non impegnati, ma leggeri leggeri, da farti dimenticare che sta per tornare, di nuovo, il lunedì. Ieri era la prima domenica di primavera, anche se la pioggia non smetteva di venir giù, ma era anche una domenica importante, uno di quei giorni in cui devi assolutamente dimenticarti della coperta, della tisana e dei film, ed anche della pioggia. Infatti era il 22 marzo, una delle due giornate FAI di primavera. 

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Alta Via delle Marche: diario di viaggio. Prima settimana

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Giorno 1: uno sguardo alla strada percorsa. Laggiù, in fondo il Sasso Simone, salito in mattinata

Il 6 giugno 2015 il nostro team, insieme all’Associazione Radici Senza Terra, si è imbarcato in un viaggio a piedi di 28 giorni attraverso le “Marche Alte” alla scoperta di un territorio molto spesso dimenticato. Un territorio che non ha niente da invidiare alla costa, anzi, proprio il fatto di essere poco conosciuto e quindi poco frequentato, ne aumenta il suo fascino.

Ci sono dei luoghi davvero incredibili nell’entroterra marchigiano, spesso noti solo alle persone del posto. I paesaggi, le storie, le tradizioni, le usanze, le particolarità gastronomiche dovrebbero essere a disposizione di tutti quelli che sono innamorati del turismo sostenibile, di persone appassionate e curiose, che amano il territorio e che si spostano lentamente in esso per gustare ogni minimo attimo del cammino.

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Il Logo dell' Alta Via delle Marche creato appositamente per il progetto

Proprio per questo motivo abbiamo deciso di intraprendere questo viaggio/avventura. E’ un test sia per verificare lo stato dei sentieri scelti (ed eventualmente modificarli in futuro) sia per vedere se la gente è interessata a questo tipo di offerta turistica.

In questo e altri articoli che verranno, vi racconteremo la nostra esperienza di viaggio. Per quanto riguarda, invece, tutte le informazioni tecniche e storico/culturali vi rimandiamo alla guida che ci stiamo accingendo a scrivere. Continuate a seguirci e vi informeremo passo passo sullo stato di realizzazione.

LEGGI ANCHE -> Progetto “Alta Via delle Marche” – Racconti dall’Appennino

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E' scoccata l'ora del nuovo orologio di Macerata

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L'orologio planetario della torre civica di piazza della Libertà / Macerata

"Ci si augura che con l'andar del tempo qualche munifico amministratore civico possa far riportare la torre come era in origine". Erano gli anni Cinquanta e sui giornali locali si leggevano queste parole. Ora sembra che quel munifico amministratore civico sia arrivato: la torre civica di Macerata è diventata la torre dei tempi con un nuovo orologio planetario, replica di quello cinquecentesco dei fratelli Ranieri che, per quasi 300 anni, ha scandito le ore dei maceratesi in piazza della Libertà.

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Helvia Recina, menù del giorno: ghiri ripieni

Nel 1963, presso gli scavi della città romana di Helvia Recina (Villa Potenza di Macerata), fu rinvenuto un vaso in terracotta che aveva delle caratteristiche molto particolari: la forma e le dimensioni erano riconducibili a quelle di una classica giara (dolium), ma le pareti laterali ed il fondo erano caratterizzati dalla presenza di numerosi fori eseguiti a freddo prima della cottura. La superficie interna inoltre era ricoperta da una serie di costolature sporgenti disposte a spirale fino all’imboccatura del vaso stesso. In un primo momento non venne riconosciuto come tale, ma si trattava di un “Glirarium”, ovvero un recipiente utilizzato per l’allevamento dei ghiri a scopo alimentare.

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Glirarium di Helvia Recina - Foto dal Web

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Progetto Alta Via delle Marche, racconti dall'Appennino

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Il Monte Sibilla in programma nella 21° tappa dell'Alta Via delle Marche. Ph: Nicola Pezzotta 

L'entroterra marchigiano ha una grande ricchezza sia ambientale che culturale. Una ricchezza che sembra dimenticata, nascosta, perché in quelle zone difficilmente ci si capita. Spesso le strade a scorrimento veloce hanno tagliato fuori paesi che sopravvivevano solo grazie alla gente di passaggio. Così, questi centri si sono inevitabilmente spopolati e in alcuni casi sono stati addirittura abbandonati.

C'è frenesia nella vita di ogni giorno. Sembriamo avere fretta, dobbiamo correre... E' come se non ci sia più neanche il tempo per respirare. Ma verso cosa stiamo correndo? Dove dobbiamo andare? Lo sappiamo? Nel nostro spostarci, spesso non ci guardiamo neanche più intorno. Non ci meravigliamo più di niente.

E' ora di invertire questa tendenza, oggi più che mai visto che si parla di turismo "slow". Bisogna far capire che questi luoghi, oltre che belli da vedere sono anche vivibili. E a vivere in località immerse nella natura si può trarre solo giovamento. Poi oggi, con i mezzi che abbiamo, è possibile anche lavorare ovunque. Sta a noi decidere dove (leggi qui per approfondimenti).

Nel nostro piccolo, abbiamo deciso di dare rilievo a queste località per noi così affascinanti. E per fare ciò ci stiamo imbarcando in un viaggio di circa un mese alla scoperta della montagna marchigiana con le sue particolari tradizioni e i suoi panorami mozzafiato. Per fare questo viaggio abbiamo deciso di utilizzare solo il mezzo più usato da sempre, cioè i nostri piedi! :)

In cosa consiste esattamente il nostro progetto? Qui sotto vi svelo i dettagli.

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Le case di terra di Ficana, il passato che rivive

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Esistono luoghi che non devono essere lasciati andare, esistono identità e memorie che devono essere mantenute sempre vive. A Macerata esiste una bellissima testimonianza di un quartiere che è stato salvato prima che il passare del tempo lo deteriorasse inevitabilmente. Si tratta di un quartiere fatto di case di terra, Villa Ficana, oggi reso vivo non solo da chi è tornato ad abitarci, ma anche dall'entusiasmo di alcune associazioni locali che mantengono acceso il ricordo della sua storia.

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Abbadia di Fiastra, un posto per dedicare del tempo a se stessi

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Chiostro dell'Abbadia di Fiastra. Ph: Nicola Pezzotta

In questi luoghi c’è qualcosa che mi ha sempre attratto.

Non li frequento per una qualche fede nel divino e neanche per una ricerca della mia cristianità. E’ più un immergersi in un’atmosfera di tranquillità che mi dà la possibilità di riflettere su me stesso. Riflettere sul perché facciamo delle scelte e perché non ne facciamo altre.

Pensare a quello che abbiamo dentro, non significa credere in qualcosa. Vi dico la verità, in realtà cattolico in senso stretto non ci sono mai stato.

“Ma allora in cosa credi?” mi potreste chiedere. In quel caso vi risponderei che credo nell’umanità delle persone, nell’altruismo, nell’avere fiducia, nel dare senza aspettarsi un ritorno personale, nel mettersi a disposizione degli altri, nei piccoli gesti quotidiani che riescono a far sorridere una persona.

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