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Tra Santi e Incanti: San Severino Marche, Camerino e Serrapetrona in bici

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Grotta di fronte all'Eremo delle Grotte di Sant'Eustachio in Domora | Ph: Nicola Pezzotta

La prima cosa che mi sono detto appena tornato alla macchina è stata: “Ok, stavolta ho esagerato!”. Dire che ero stanco è riduttivo. Ma tra tutte le fatiche posso affermare di essermi davvero divertito, e poi ho visitato luoghi incantevoli, luoghi che dovete assolutamente conoscere.

Il punto di partenza potete sceglierlo voi visto che è un bell’anello tra San Severino Marche, Camerino e Serrapetrona. Io ho preferito San Severino Marche, perché prediligo fare la discesa alla fine del giro, piuttosto che all’inizio.

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Vittore Crivelli, maestro del Rinascimento nell'Appennino

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Sant'Elpidio che regge nella sua mano sinistra il Castello omonimo. Particolare del Polittico - Vittore Crivelli. Pinacoteca Civica, Sant'Elpidio a Mare. | © Nicola Pezzotta 2012. All rights reserved.

Vittore, fratello del più famoso Carlo, nasce a Venezia intorno al 1440 e arriva nelle Marche intorno al 1480 scegliendo come propria dimora la città di Fermo tanto da aprire una vera e propria “bottega” in cui prepara opere per committenti importanti ed ordini religiosi che poi spedisce in tutto il territorio circostante, da Sant’Elpidio a Mare a Torre di Palme fino a Ripatransone e da San Severino a Monte San Martino. Nel 1501 riceve l’incarico di dipingere un polittico per la Chiesa di S. Francesco di Osimo che non riesce a portare termine a causa della morte.

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Pedaso e la perla violata

Probabilmente non tutti sanno che nella cittadina costiera di Pedaso è localizzata un’area floristica protetta di pregevole interesse botanico: “Collina La Cupa”. L’area è interessata dalla presenza di una specie rara, la Coronilla valentina ssp. valentina, e dalla presenza del bosco “La Cupa” il quale, dopo la lecceta del Monte Conero, costituisce la formazione forestale più estesa e meglio conservata in tutto il litorale marchigiano.

Ma cosa sono le aree floristiche protette?

Istituite dalla legge regionale n.52 del 30 dicembre 1974, le aree floristiche sono superfici nelle quali crescono piante rare o in via di estinzione. Al loro interno è proibita la raccolta, l’estirpazione ed il danneggiamento di tutte le piante che vi crescono spontaneamente.

Un grande merito va riconosciuto alla legge regionale 52/1974: aver affrontato e garantito la tutela delle specie d’interesse floristico in un’ottica moderna. La legge in questione, infatti, non ha disposto una mera tutela delle singole specie, enumerandole in un elenco, bensì ha previsto la tutela e la conservazione di aree più vaste, dando in questo modo valore e rilievo anche al contesto ambientale in cui le piante crescono.

Nella regione Marche si contano ben 109 aree floristiche distribuite su tutto il territorio e rappresentanti i diversi ambienti naturali: quello montano, quello collinare e quello costiero. In quest’ultimo ambiente troviamo “Collina La Cupa”, la profonda spaccatura quasi a picco sul mare del monte Serrone. Si tratta di un’area particolarmente suggestiva, intimamente e tragicamente legata alla storia passata di Pedaso e dei suoi abitanti.

Per una cittadina come Pedaso che fa della tutela dei beni storici ed ambientali da sempre la sua bandiera, disporre di un’area floristica di tale rilievo rappresenta senza dubbio un valore aggiunto. Eppure, ecco cosa è accaduto in quella zona qualche mese fa.

A seguire la Testimonianza di Fabio Taffetani, professore di Botanica sistematica all’Università Politecnica delle Marche.

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Santa Casa di Loreto: il mistero svelato

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La Piazza della Madonna di Loreto | Ph: Pasqualino Ercolani

Il luogo più visitato delle Marche, che è anche uno dei luoghi di culto più visitati d’Italia, si trova a Loreto: un bell’abitato in cima ad una collina a due passi dal mare, ai confini della provincia di Ancona.

Da qui l’occhio spazia dal Monte Conero a Civitanova Marche, e nelle giornate più terse sono visibili anche le montagne. Però quello che più attira le migliaia di fedeli che ogni anno la visitano non è la sua posizione strategica e invitante, ma quello che il suo centro storico racchiude: il Santuario di Loreto.

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Sulle orme di Lorenzo Lotto nelle Marche

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Particolare del Polittico di Recanati, Pinacoteca Civica di Recanati, Recanati - Lorenzo Lotto, 1508 - fonte: internet

Lorenzo Lotto nasce a Venezia, ma è con le Marche che instaura un legame indissolubile che, nel tempo, gli permette di mettere a punto molti dei suoi migliori capolavori. Un artista tanto tormentato quanto illustre che è diventato poi uno dei maggiori esponenti della pittura Rinascimentale in generale e delle Marche in particolare.

 La sua arte è espressione di una pittura del Cinquecento che riflette le inquietudini dell’animo umano identificandolo come un “artista tormentato e profondo conoscitore delle ansie e dei sentimenti dell’uomo”; questo anche per la sua continua ricerca di una stabilità affettiva in realtà mai raggiunta. Il pittore soffre per  tutta la vita anche per quel senso di abbandono causato dalla sua città natale  e mai colmato; i suoi viaggi nelle Marche sono delle parentesi, dei distacchi temporanei a cui segue il ritorno a Venezia, ma purtroppo ogni volta si rinnova in lui la delusione per la mancanza dei riconoscimenti dovuti e le aspettative disattese. E’ per questo motivo che nel 1552, solo e povero, si trasferisce nella città di Loreto dove decide di farsi “oblato”, una sorta di monaco laico al servizio della Santa Sede.

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Rocchetta, paese fantasma

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Rocchetta, ghost town | © Nicola Pezzotta 2012. All rights reserved.

Vicino Ascoli Piceno, ci sono luoghi dimenticati, immersi nella natura più selvaggia, in cui non è raro incontrare caprioli, cinghiali e (se siete fortunati) anche lupi. Come dico spesso, “ho visto più animali qui che nel Parco dei Monti Sibillini”. Non chiedetemi il perché; forse, essendo questo territorio al confine con il Parco, anche loro, come noi umani, vogliono provare l’ebbrezza di sconfinare, di esplorare luoghi nuovi, anche esponendosi ai rischi che ne consegue. Sta di fatto che girando per questi posti, oltre ai numerosi rapaci, ho incontrato una biscia lunga quasi 2 metri, numerosi scoiattoli, un capriolo e un cinghiale (in spalla ad un cacciatore, però).

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Bosco del Cugnolo: da Torre di Palme indietro nel tempo fino al Pliocene

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Bosco del Cugnolo, Torre di Palme, Fermo. | fonte: internet

Con un facile quanto breve percorso di circa 2 Km si attraversa il Bosco del Cugnolo, uno dei pochissimi lembi intatti di Macchia Mediterranea di tutto l'Adriatico. Il bosco, circondato da coltivi, ha un'estensione di circa 9 ettari e prende il nome dalla contrada in cui è situato, racchiusa tra il Fosso Cupo e quello del Molinetto. Si tratta di una forma ridotta e degradata di foresta sempreverde o macchia primaria e tale integrità permette di classificarlo appunto come "relitto" ed includerlo nelle Aree Floristiche Protette della Regione.

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Torre Matteucci alle Paludi: una torre da salvare

Su una delle ultime colline prima del mare, c'è una torre da salvare. L'ultima fortificazione rimasta di questo genere. Senza di essa, il paesaggio non sarebbe più lo stesso.

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Torre Matteucci alle Paludi | © Nicola Pezzotta 2010. All rights reserved.

Ci troviamo nella provincia e nel comune di Fermo. Siamo alla fine della località detta Bore di Tenna. Scendendo da questa collina ci troviamo, dopo neanche cinquecento metri, nella frazione di San Marco alle Paludi, con la sua splendida chiesa dell'XI secolo.

Il profilo della torre che si staglia sulla sommità di questa collina è inconfondibile. Anche se non si hanno molte notizie sulla sua storia, negli antichi documenti qualcosa è stato trovato.

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Volumi nati dal mare: il nuovo mercato ittico di Porto San Giorgio

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Mercato Ittico, Porto San Giorgio | © Nicola Pezzotta 2011. All rights reserved.

Circa una quindicina di anni fa ero solito scorrazzare in bicicletta fino alla punta più estrema del molo di Porto San Giorgio. Arrivato lì, salivo sugli scogli artificiali e mi mettevo a leggere al sole, con il rumore delle onde in sottofondo. Nel tempo queste pedalate sul lingomare si sono sempre più diradate fino a quando, il mio tempo libero l'ho speso per altri hobby. Ricordo, però, chiaramente, in una delle mie ultime uscite che qualcosa di "strano" stava sorgendo al porto. Aveva una forma non consueta dalle nostre parti. Ci tornai più volte per guardarla da vicino. Poi un giorno, sfogliando una rivista di architettura, tra un articolo che parlava di una mediateca a Parigi e una stazione ferroviaria a Orléans, eccola là: il nuovo Mercato Ittico di Porto San Giorgio. Sono rimasto piacevolmente sorpreso. Per questo condivido con voi l'articolo.

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Modello 3D della struttura | © ACALE

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