Un viaggio nel tempo: il Museo della Scuola Paolo e Ornella Ricca

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Il Museo della scuola “Paolo e Ornella Ricca”. Ph: Lucia Paciaroni

Dimenticate le classiche visite, dove si può guardare, ma non toccare, dove ci si aggira tra gli oggetti esposti e si ascolta la guida. A Macerata c’è un museo dove si gioca, si ricorda e si impara. Un museo dove, con le guide, si condividono emozioni e ricordi. A qualcuno potrebbero anche diventare gli occhi lucidi, ad altri potrebbe scappare un sorriso. Stiamo parlando di un museo capace di condurvi in un viaggio nel tempo: il Museo della scuola «Paolo e Ornella Ricca» dell’Università di Macerata

Il museo, in via Carducci 63/A (presso il centro direzionale, al primo piano, davanti all’INAIL), contiene una ricca collezione di strumenti di scrittura, libri di testo e di lettura, materiali e arredi scolastici dell’Ottocento e del Novecento. Sin dalla biglietteria si respira passione, coraggio e amore: non è il classico posto dove si fanno solo i biglietti, ma verrete catapultati subito in un’altra epoca. Vi troverete nella stanza del bidello: c’è il suo ombrello, la sua scrivania con il telefono e i contenitori con tante biglie sequestrate ai bambini più monelli. Il bidello era colui che svolgeva, ogni giorno, un ruolo importantissimo, quello di custodire gli scolari (e talvolta anche gli insegnanti) e che eseguiva un rito importantissimo, quello di suonare la campanella. E proprio così, inizia la vostra visita al Museo della scuola: potrete entrare solo dopo il suono della campanella. 

Rivedrete sicuramente la vostra vecchia cartella o – per i più piccoli – scoprirete quale cartella indossavano i vostri nonni o genitori quando andavano a scuola. E ancora, ripercorrerete l’evoluzione della scrittura: dalla penna cava alla penna d’oca, dal pennino alla penna a sfera. Nella postazione del calligrafico, le guide museali vi faranno anche provare a scrivere con pennino e calamaio! (Fate attenzione, a volte si aggirano delle maestre che mettono dei voti…). E poi, tanti quaderni, strumenti di studio e anche il manualetto dei “lavori donneschi” degli anni Venti, quando le ragazze dovevano imparare a smacchiare e a rammendare. Il Museo si conclude con l’esposizione dei banchi scolastici: un excursus molto interessante dall’Ottocento agli anni Novanta del Novecento. Gli oggetti che troverete al museo sono tutti pezzi originali, come originali sono le scritte che vi invito a scovare tra i banchi (immancabili quelle sconce). 

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Il Museo espone cartelle di tutte le epoche. Ph: Lucia Paciaroni

Il museo, da quest’anno aperto al pubblico tutte le domeniche dalle 16 alle 19.30 (fino a maggio), è nato ufficialmente nel febbraio 2010 ed è stato inaugurato nel giugno 2012. Costituisce l’emanazione del Centro di documentazione e ricerca sulla storia del libro scolastico e della letteratura per l’infanzia del Dipartimento di Scienze della formazione, dei Beni Culturali e del Turismo che si propone di svolgere attività di ricerca scientifica nell’ambito della storia dell’educazione, della storia della scuola e della letteratura per l’infanzia. 

Il Museo è il risultato di un progetto di ampio corso e di un’amicizia, quella tra lo staff del Centro e i coniugi a cui è intitolato il Museo. La storia di Paolo e Ornella Ricca è racchiusa, soprattutto, in un punto del museo di cui ancora non vi ho raccontato, ma che rappresenta sicuramente quello più suggestivo: al di là di una porta, vi ritroverete in un’antica aula. Questa aula ha una storia bellissima. 

Prima di raccontarverla, facciamo un passo indietro. Chi sono Paolo e Ornella Ricca? Sono una coppia di Cosenza e sono stati considerati in Italia i più grandi collezionisti privati nel settore del patrimonio culturale scolastico. Tutto inizia quando Paolo, ad un mercatino dell’antiquariato, ritrova il suo vecchio libro della prima elementare. Da lì iniziano anni di ricerca, raccolta e collezione. Un giorno Paolo riceve una telefonata: lo avvisano che un commerciante di legna da ardere sta per andare a prendere un’intera classe in una scuola di montagna per farla a pezzi. Paolo arriva prima, salva l’aula, con i banchi, i quaderni e i diari, le cartine geografiche, il giornale di classe e la boccetta di inchiostro. L’aula è proprio quella esposta oggi a Macerata. Paolo e Ornella, hanno donato la loro collezione all’Università di Macerata con un patto: raccontare la vita nella scuola di una volta e di oggi ad una moltitudine di adulti e giovani perchè sappiano custodire quello che è buono e utile per crescere bene e lasciar andar via, per sempre, quello che non lo è.

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L’aula donata dai coniugi Ricca all’Università di Macerata. Ph: Lucia Paciaroni

Ovviamente in aula non mancano le temute punizioni per i bambini più burrascosi: bacchetta, ceci e cappello del somaro! Vi assicuro che, i più coraggiosi, possono sperimentarle! 

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Il temutissimo cappello del somaro. Ph: Lucia Paciaroni

Il Museo della scuola parla al passato, ma si rinnova in continuazione grazie alle continue donazioni ricevute e alle idee di uno staff preparato e dinamico. Il Museo propone una ricca offerta didattica alle scuole di ogni ordine e grado, prevalentemente agli alunni della scuola dell’infanzia, della primaria e della scuola secondaria di primo grado. Le attività comprendono anche lezioni rivolte agli studenti universitari e visite guidate con approfondimenti tematici per tutti i tipi di pubblico. Lo staff del Museo organizza anche mostre, eventi culturali e narrazioni d’autore. 

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Il maestro delle caverne, uno dei laboratori dell’offerta didattica per le scuole. Ph: Lucia Paciaroni

Nel 2015 Il Museo della Scuola è risultato vincitore del Concorso nazionale «Progetti didattici nei musei, nei siti di interesse archeologico, storico e culturale o nelle istituzioni culturali e scientifiche», bandito dal MIUR – in esecuzione del Decreto Legge 12 settembre 2013, n. 104, art. 5 – e ha realizzato un progetto per la rifunzionalizzazione degli spazi e la riqualificazione dell’offerta formativa. Grazie a questo finanziamento il museo ha anche un nuovo allestimento con postazioni interattive multitouch. 

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Il nuovo allestimento museale con postazioni interattive multitouch. Ph: Luca Marcantonelli

Paolo Ricca è venuto a mancare nel dicembre del 2015, Ornella continua a seguire il Museo sul sito e, in particolare, su Facebook. Visitando la pagina, potrete notare i suoi “like” e, a volte, i suoi commenti, che mi emozionano sempre e mi fanno sentire con quanta passione e dedizione, con il suo Paolo, ha raccolto e custodito una collezione che abbiamo la fortuna di conoscere. Non è un semplice museo, è una vita intera di una coppia, è la vita di tanti scolari che si sono seduti su quei banchi, che hanno sfogliato quei libri e hanno scritto su quei quaderni. Un patrimonio di grande valore della storia del nostro Paese. 

Per informazioni, www.museodellascuola.unimc.it o museodellascuola@unimc.it. Il museo è anche sui principali social: Facebook, Instagram, Twitter e Flickr. 

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